Il produttore siderurgico giapponese JFE Holdings Co. ha comunicato i risultati finanziari e operativi consolidati relativi al primo trimestre conclusosi il 30 giugno dell’anno fiscale 2025-26.
Nel trimestre in esame, il gruppo ha registrato un utile netto di 7,77 miliardi di yen (pari a 52,5 milioni di dollari), in netto calo rispetto ai 27,71 miliardi di yen dello stesso periodo dell’anno fiscale precedente. Il fatturato netto si è attestato a 1.110 miliardi di yen (7,53 miliardi di dollari), evidenziando una flessione del 7,9% su base annua.
Nel medesimo periodo, la produzione consolidata di acciaio grezzo di JFE Steel ha raggiunto i 5,61 milioni di tonnellate, in calo del 3,2% rispetto all’anno precedente, mentre le spedizioni sono state pari a 4,71 milioni di tonnellate, in lieve aumento (+0,2%) su base annua.
Secondo quanto riportato dalla società, le misure tariffarie statunitensi rappresentano attualmente il principale rischio per il settore manifatturiero, in particolare per quanto riguarda l’andamento dei comparti automotive e dei macchinari per costruzioni. Nonostante si mantenga un livello elevato di stimoli di bilancio, l’aumento generalizzato dei costi e la carenza di manodopera dovrebbero portare a una graduale contrazione dell’attività reale e della domanda di acciaio, sia per l’anno fiscale 2024-25 sia per il 2025-26.
Il gruppo prevede ricavi per 2.330 miliardi di yen nel primo semestre e un fatturato complessivo di 4.750 miliardi di yen per l’intero esercizio. La produzione di acciaio grezzo stimata per l’intero anno fiscale è di circa 21 milioni di tonnellate, tenendo conto dei rischi diretti e indiretti derivanti dalle fluttuazioni della domanda di acciaio legate alle misure tariffarie statunitensi e agli effetti delle cause antidumping intentate contro il Giappone da Paesi come la Corea del Sud.