Secondo quanto riportato da fonti di stampa tedesche, la Thyssenkrupp Electrical Steel, controllata del gruppo siderurgico tedesco thyssenkrupp, ha sospeso per una settimana la produzione nello stabilimento di Gelsenkirchen a causa delle crescenti pressioni di mercato provocate dalle importazioni di acciaio cinese a basso prezzo.
Lo stop produttivo riguarda circa 1.200 dipendenti e comporta l’interruzione temporanea di tutte le attività, comprese quelle amministrative. L’azienda ha inoltre fatto sapere che sta valutando l’introduzione di un regime di lavoro ridotto (Kurzarbeit) qualora le condizioni di mercato deboli dovessero protrarsi.
Importazioni a basso costo mettono sotto pressione gli ordini
Secondo la società, la decisione è stata determinata dal forte afflusso di acciaio elettrico di origine cinese venduto a prezzi inferiori ai costi di produzione interni, che ha comportato una significativa riduzione dei volumi di ordini.
Fonti vicine all’azienda hanno precisato che le discussioni sul possibile ricorso al lavoro ridotto non sono legate alla competitività dello stabilimento, ma alle distorsioni di mercato generate da importazioni a livello di dumping.
Preoccupazione politica e allarme del settore
Le istituzioni locali hanno espresso forte preoccupazione per la situazione. Felix Langer, portavoce del partito Die Linke (La Sinistra) a Gelsenkirchen, ha criticato la mancanza di una politica industriale efficace, dichiarando che «i lavoratori stanno ancora una volta pagando il prezzo dei fallimenti politici».
Il partito ha chiesto l’adozione di misure di protezione vincolanti per siti strategici come quello di Gelsenkirchen, definito «un tassello centrale per la transizione energetica».
In una dichiarazione di solidarietà, Die Linke ha invitato il governo federale a tutelare l’occupazione industriale e il know-how tecnologico, avvertendo che le importazioni di acciaio a prezzi di dumping, se non controllate, rischiano di compromettere sia i posti di lavoro sia gli obiettivi della transizione verde tedesca.