La Federazione tedesca dei costruttori di macchinari (VDMA) ha espresso forti preoccupazioni in merito al recente accordo sui dazi tra Unione Europea e Stati Uniti, avvertendo che l’intesa potrebbe compromettere la competitività delle esportazioni tedesche di macchinari e mettere a rischio migliaia di posti di lavoro.
Timori per l’ampliamento dei dazi USA
Mentre la Commissione Europea ha presentato l’accordo, che prevede un tetto massimo del 15% sui dazi per la maggior parte dei beni comunitari, come una garanzia di «stabilità e prevedibilità», gli Stati Uniti hanno contemporaneamente ampliato il proprio regime tariffario. Di conseguenza, circa il 30% delle importazioni statunitensi di macchinari europei è ora soggetto a un dazio del 50% sul contenuto in acciaio e alluminio dei prodotti.
Secondo VDMA, questo ampliamento colpisce in maniera sproporzionata le imprese di medie dimensioni del settore ingegneristico, che faticano a soddisfare gli onerosi requisiti di documentazione «melt and pour» (acciaio) e «smelt and cast» (alluminio) per ogni lotto di materia prima utilizzato.
Lista dei prodotti colpiti in crescita
Il Dipartimento del Commercio statunitense ha l’autorità di rivedere l’elenco dei prodotti soggetti ai dazi ogni quattro mesi, generando incertezza continua per gli esportatori. Ad oggi sono già stati aggiunti 150 nuovi prodotti, tra cui motori, pompe, robot industriali, macchinari agricoli ed equipaggiamenti per le costruzioni.
Le prossime revisioni potrebbero estendere ulteriormente la copertura a droni, turbine eoliche e componenti strategici, amplificando i rischi per il settore manifatturiero avanzato europeo.
L’appello della VDMA
In una lettera aperta indirizzata alla presidente della Commissione dell'Unione Europea Ursula von der Leyen, il presidente della VDMA Bertram Kawlath ha sollecitato Bruxelles a negoziare un alleggerimento dei dazi derivati da acciaio e alluminio e a garantire che macchinari e attrezzature vengano esclusi da future misure.
Inizialmente la VDMA aveva accolto positivamente il tetto permanente del 15% sui dazi come un elemento di certezza per la pianificazione. Tuttavia, con l’estensione dei dazi al 50% su prodotti chiave per il settore dei macchinari, la federazione avverte ora di una minaccia esistenziale per l’industria ingegneristica europea.