In Germania, i settori a forte consumo hanno richiesto una soluzione affidabile e a lungo termine che garantisca prezzi dell’elettricità concorrenziali, avvertendo che i costi elevati stanno compromettendo la loro competitività e la fiducia degli investitori.
Secondo la piattaforma settoriale congiunta Energy-Intensive Industries (EID), i prezzi totali dell’elettricità sono aumentati del 100% circa dal 2021, causando un calo del 20% della produzione in tutti i settori.
Il Patto per l’industria pulita è un passo avanti, ma non è sufficiente
I settori hanno accolto di buon grado il Patto per l’industria pulita (CISAF) come una prima base legale europea per risolvere il problema degli elevati prezzi dell’elettricità, ma hanno anche segnalato la sua portata limitata.
Sono state identificate alcune lacune che limitano la sua efficacia. Tra queste:
- la breve durata fino al 2030, con massimo tre anni di benefici per il 50% del consumo di elettricità,
- le contromisure che dimezzano i vantaggi,
- la copertura limitata solo ai settori importanti a rischio di delocalizzazione e
- la mancanza di un impatto complessivo per le aziende che stanno già beneficiando della compensazione dei prezzi dell’elettricità
I settori EID dichiarano che queste limitazioni minano l’impatto previsto del CISAF, rendendoli vulnerabili alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e alla delocalizzazione della produzione al di fuori dell’Europa.
Proposte per miglioramenti immediati e strutturali
Per aumentare l’efficacia del CISAF, i settori EID propongono di:
- espandere l’idoneità anche ai settori a elevato e moderato rischio di delocalizzazione
- consentire alle aziende di scegliere tra la compensazione dei prezzi dell’elettricità e il supporto del CISAF o di combinarli
- calcolare i benefici in base a standard di consumo teorici
- applicare il supporto a tutti i volumi di elettricità, a prescindere dell’origine
- utilizzare il prezzo medio del carico futuro come riferimento per i benefici, per garantire trasparenza
Inoltre, consigliano di far coincidere il pagamento con il consumo di elettricità, possibilmente in versamenti mensili o annuali, supportati da approvazioni del finanziamento preliminari per sostenere la pianificazione dei costi di produzione.
La richiesta di un framework permanente e prevedibile
Oltre ai miglioramenti immediati, i settori EID esortano il governo federale a collaborare con la Commissione europea e con gli Stati membri per trasformare il CISAF in un meccanismo affidabile e a lungo termine.
Il framework rivisto, affermano, dovrebbe consentire di cumulare il CISAF con la compensazione dei prezzi dell’elettricità, rimuovere il limite di consumo al 50% e separare le misure di competitività dai piani ambientali.
I settori propongono che il CISAF rimanga in vigore per un tempo indeterminato, finché non si raggiungeranno prezzi dell’elettricità compresi tra 40-60 €/MWh, in modo da garantire una competitività sostenibile.
Al momento, secondo i parametri restrittivi del CISAF, i prezzi dell’elettricità si attestano a 83,75 €/MWh, una cifra calcolata in base alla media complessiva del 2024 pari a 95 €/MWh e decisamente superiore al range praticabile.