Federacciai: 2020 insoddisfacente per volumi e redditività

mercoledì, 14 ottobre 2020 17:21:08 (GMT+3)   |   Brescia
       

Il 2020 per il settore siderurgico italiano, «nonostante qualche recente segnale di ripresa, si chiuderà in modo insoddisfacente sia per quanto riguarda i volumi che la redditività». Lo ha affermato il presidente di Federacciai, Alessandro Banzato, in occasione dell'assemblea della federazione dei produttori siderurgici. Nei primi otto mesi dell'anno la produzione è scesa del 17%. «Per il nostro settore – ha spiegato Banzato – già l'anno scorso si era chiuso con segnali recessivi (volumi produttivi in calo del -5,2% e una contrazione delle marginalità), ma il 2020 si era aperto con piccoli segnali di ripresa che lasciavano ben sperare». Poi, «è arrivato il Covid e la produzione è scesa del 40% a marzo e del 30% ad aprile. A partire da maggio è iniziato un lento recupero che ci ha permesso di riassorbire una parte delle perdite precedenti arrivando a segnare ad agosto un aumento mensile del 9,7%». Complessivamente il settore sta andando «meglio rispetto alla media europea che nei primi otto mesi dell'anno ha perso il 18,6% della produzione. Siamo ormai quasi allineati all'andamento tedesco (-16,5%) e stiamo staccando Francia e Spagna che, a causa in alcuni casi di fermate degli impianti, perdono circa il 27% ciascuna. Fuori dal contesto europeo – ha sottolineato il numero uno di Federacciai – la Cina prosegue invece la sua "marcia trionfale" verso l'obiettivo di superare il miliardo di produzione annua. Con 689 milioni di tonnellate nei primi otto mesi segna un più 3,7% e rappresenta oggi il 58% dell'intera produzione mondiale».

Per contro, l'associazione dei siderurgici italiani guarda al prossimo anno con «cauto ottimismo», almeno per i primi mesi. «Se – ha detto Banzato – si dovesse confermare una discreta capacità di convivenza con il virus, sia in Italia che in Europa, le previsioni che possiamo fare per il 2021 sono positive, anche perché dovrebbero incominciare a sentirsi in modo più consistente i benefici delle misure già avviate per il rilancio dell’economia».

Stefano Gennari


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