Ex Ilva, scaduto l'ultimatum del sindaco di Taranto

lunedì, 08 aprile 2019 15:03:19 (GMT+3)   |   Brescia
       

La scorsa settimana il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci aveva lanciato un ultimatum ad ISPRA, ARPA Puglia, Istituto superiore di sanità e ASL chiedendo "entro le ore 12 dell'8 aprile risposte chiare e definitive sul livello delle emissioni dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva) e sui rischi per la salute pubblica", non escludendo il ricorso a un'ordinanza di fermo degli impianti ritenuti inquinanti, nello specifico quelli dell'area a caldo (parchi minerari, altiforni e acciaierie). A distanza "di quasi un mese dai primi sopralluoghi disposti da ISPRA - aveva detto il sindaco - all'interno dello stabilimento siderurgico di Taranto, lo scrivente civico ente non ha ancora ricevuto alcun riscontro ufficiale sulla qualità dell'aria che stanno respirando migliaia di lavoratori". Il sollecito inviato ai soggetti ispettivi era stato inoltrato per conoscenza anche a Regione Puglia, Provincia di Taranto, procuratore della Repubblica e prefetto di Taranto, nonché al commissario di Governo per la bonifica di Taranto e ai ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente.

ArcelorMittal Italia aveva risposto che le emissioni sono a norma, che la produzione non è aumentata, nemmeno nelle cokerie, e che l'azienda sta portando avanti, nei tempi e nelle modalità fissate, il piano ambientale. Attraverso un comunicato stampa, aveva annunciato che "con 10 giorni di anticipo è stato costruito il terzo arco della copertura del parco minerale ex Ilva; a lavori terminati tale opera sarà decisiva nella riduzione delle polveri sul quartiere e sulle altre zone della città". Secondo l'azienda, inoltre, l'opera di copertura dei parchi sarà portata a termine entro il 2019, quasi diciannove mesi prima rispetto alla scadenza originaria, e che i minerali presenti nei parchi primari saranno messi sotto copertura sempre entro la fine di quest'anno. L'intervento, richiesto dall'Autorizzazione integrata ambientale (AIA) e dal Piano ambientale, prevede 1,15 miliardi di investimenti entro il 2023. 

L'ARPA, intanto, nei giorni scorsi, ha pubblicato sul proprio sito i risultati di analisi e campionamenti al rione Tamburi risalenti ad un anno fa; studi dai quali emerge che nessun limite di legge è stato sforato ma che la competenza a valutare possibili impatti sanitari è comunque della ASL. Quest'ultima ha redatto una corposa relazione, a cura del Dipartimento di prevenzione, che oggi è stata consegnata al Comune di Taranto.

L'ultimatum del primo cittadino di Taranto per la consegna delle relazioni con gli ultimi dati sulle emissioni dello stabilimento ex Ilva è scaduto oggi. Tuttavia, in un'intervista rilasciata ieri 7 aprile ad un'emittente televisiva locale, Melucci ha precisato che nessuna decisione sarà presa a stretto giro: "Ci prenderemo tutto il tempo necessario per analizzare i riscontri ricevuti", ha dichiarato. 


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