Ex Ilva: produzione a 8 milioni ton nel 2025, passaggio all'idrogeno entro dieci anni

martedì, 14 dicembre 2021 13:05:45 (GMT+3)   |   Brescia
       

8 milioni di tonnellate di acciaio e il ritorno alla piena occupazione entro il 2025. In più, il raggiungimento della sostenibilità ambientale nella produzione di acciaio con il passaggio dal carbone all'idrogeno e con l'utilizzo di forni elettrici. Tutto questo attraverso un investimento complessivo di 4,7 miliardi di euro. Sono i punti principali del piano per Acciaierie d'Italia, ex Ilva, presentato ieri al Ministero dello Sviluppo economico dal presidente del Cda Franco Bernabè e dall'amministratore delegato Lucia Morselli. All'incontro hanno partecipato anche Invitalia, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il ministro del Lavoro Andrea Orlando, i governatori delle regioni Puglia e Liguria, i rappresentanti del ministero della Transizione ecologica e del ministero del Sud e i sindacati nazionali metalmeccanici. 

Il piano, ha spiegato il MiSE in una nota, persegue «gli obiettivi di sostenibilità economica per ottenere un prodotto competitivo sul mercato, per qualità e per costo, che consenta di raggiungere i livelli di crescita produttiva prevista in 8 milioni di tonnellate al 2025. Entro questa data gli investimenti in tecnologie innovative, alcuni già avviati, consentiranno già una riduzione di circa il 40% di CO2 e del 30% delle polveri sottili». 

Rispetto al precedente piano di ArcelorMittal, che era tarato su cinque anni e prevedeva una produzione in parte mediante altiforni e in parte con un forno elettrico, quello di Acciaierie d'Italia ha l'obiettivo decennale di arrivare alla completa decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto. La novità è la reimpostazione dello stabilimento attraverso l'idrogeno. Resta in programma la costituzione di una società per la gestione dell'impianto di preridotto che alimenterà il forno elettrico. 

«Il piano presentato – ha dichiarato Giorgetti – è realistico ma non semplice. Il passaggio all'idrogeno e la gestione e le conseguenze degli aspetti occupazionali hanno bisogno di tempo». Il ministro ha aggiunto che, per questo e alla luce del fatto che «il quadro delineato oggi è più complicato di quanto ci aspettassimo, serve fiducia e speranza da parte di tutti coloro che oggi siedono a questo tavolo. Il governo farà la sua parte, continuerà a lavorare con spirito costruttivo mettendo ordine in un pacchetto di norme e di strumenti che consentano di gestire la fase di transizione verso il green di un settore strategico quale quello dell'acciaio».


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