Ex Ilva, per il governo il piano industriale necessita di un aggiornamento

venerdì, 26 marzo 2021 18:21:42 (GMT+3)   |   Brescia
       

Invitalia verserà i 400 milioni di euro necessari per l'aumento di capitale prima del prossimo 13 maggio, data dell'udienza di merito del Consiglio di Stato sullo spegnimento dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto, ma solo «se al MEF giungeranno le necessarie rassicurazioni nelle prossime settimane». Lo ha detto il ministero dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che oggi, insieme al ministro del Lavoro Andrea Orlando, ha incontrato i sindacati per fare il punto sul futuro dell'acciaieria gestita da ArcelorMittal Italia.
«L'obiettivo è far lavorare l'azienda, non altro. In quest'ottica anche il piano industriale ha necessità di un aggiornamento», ha spiegato Giorgetti. «Da parte nostra – ha assicurato – intendiamo essere un interlocutore particolare, stiamo approfondendo il dossier perché ci sono aspetti non chiarissimi». Il ministro sta seguendo la vicenda ex Ilva «con estrema attenzione» e, ha continuato, «i lavoratori non possono essere presi in giro. Voglio dire con chiarezza e trasparenza che è il momento di smettere di dire cose che in realtà non possono essere fatte, altrimenti non si troverà mai una soluzione». Giorgetti ha sottolineato che «serve una politica industriale e non una mera politica finanziaria».

Critici i sindacati, che hanno parlato di «scaricabarile» tra i ministeri. «La risposta di Giorgetti sull'ingresso dello Stato all'interno del capitale di ArcelorMittal – ha commentato Rocco Palombella, segretario generale Uilm – non solo non è certa, ma è vincolata al parere del MEF e all'eventuale modifica del contratto realizzato il 10 dicembre proprio tra AM e Invitalia. Ci aspettavamo una presa di posizione netta dopo 9 anni dall'inizio della vertenza, ma si continua a perdere tempo con il rischio serio che la situazione diventi irreparabile. Sembra quasi che si voglia aspettare il giudizio del Consiglio di Stato, atteso il 13 maggio, per non per assumersi le necessarie responsabilità».

Il ministro Giorgetti «non è convinto né del piano industriale» disegnato a fine 2020 alla sigla della firma del coinvestimento «né delle reali intenzioni del gruppo ArcelorMittal», ha spiegato la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David. Il governo sta «studiando il piano industriale per capire quanto c'è di concreto», ha concluso la sindacalista


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