Ex Ilva, Banzato (Federacciai): sì allo stato traghettatore, non imprenditore

mercoledì, 14 ottobre 2020 17:52:00 (GMT+3)   |   Brescia
       

«Devo purtroppo constatare che siamo ancora in mezzo al guado, in un groviglio di piani e incertezze con un'unica novità rispetto agli ultimi anni, il profilarsi del ritorno dello Stato nell'azionariato delle realtà ex pubbliche in crisi». Così il presidente di Federacciai, Alessandro Banzato, durante l'assemblea annuale della federazione, parlando delle crisi aziendali, prima su tutte quella dell'ex Ilva.

Banzato ha parlato di «asset strategico» il cui rilancio comporta perdite e investimenti insostenibili «per un investitore privato». Da qui la possibilità e anzi la necessità del ritorno dello Stato. Tuttavia, ha precisato il numero uno dell'associazione, «la presenza dello Stato deve servire per proteggere il turnaround ma poi deve essere valorizzata prevedendone una uscita. Siamo quindi dell'idea che lo Stato possa fare il traghettatore ma non l'imprenditore».

«Detto questo – ha continuato – va però chiarito che è necessario salvaguardare ciò che è veramente strategico e non le attività che sono ormai fuori mercato. Nel caso dei prodotti piani, ad esempio, dal 2012 al 2019 la produzione di coils a Taranto si è dimezzata da 9,3 milioni di tonnellate a 4,5 milioni. Con un consumo aumentato di 2,2 milioni di tonnellate nello stesso periodo le importazioni sono passate da 5,6 milioni di tonnellate a 9,6 milioni. Questa è la dimostrazione, numeri alla mano, che per tutta la filiera Taranto è un asset necessario».

E ancora: «Non è ancora chiaro quale sarà il piano industriale per Taranto e quali saranno le strade che verranno prese per la sua progressiva decarbonizzazione. Ribadisco però oggi la disponibilità delle acciaierie italiane a sedersi intorno ad un tavolo e a discutere le condizioni di fattibilità tecnica ed economica di un impianto di produzione di preridotto ed HBI a Taranto la cui capacità in eccesso potrebbe essere utilizzata nelle acciaierie del nord per migliorare la qualità della carica ed avere una alternativa all'utilizzo del rottame che in Italia scarseggia».

«Dopo tutto quanto detto in precedenza sul mercato, credo che ormai sia imprescindibile l'esigenza più volte dichiarata di istituire un Tavolo Nazionale che avvii con il governo e le parti sociali una riflessione sulla siderurgia italiana per arrivare alla definizione di un Piano Industriale Nazionale. Un tavolo dove si possa discutere apertamente e con franchezza, trovare soluzioni che aiutino il settore a rilanciarsi e, se necessario, a consolidarsi» ha concluso Banzato.

Stefano Gennari


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