Ex Ilva, Acciaieria 1 ferma per due mesi con 250 lavoratori in cassa integrazione

martedì, 21 gennaio 2020 11:09:01 (GMT+3)   |   Brescia
       

ArcelorMittal Italia fermerà l'Acciaieria 1 di Taranto a partire da giovedì 23 gennaio e fino alla fine di marzo. Lo ha annunciato l'azienda ai sindacati metalmeccanici, spiegando che dei 477 addetti 250 andranno in cassa integrazione, mentre gli altri saranno ricollocati nell'Acciaieria 2. Parte della produzione della stessa Acciaieria 1 verrebbe spostata all'Acciaieria 2, «che passerebbe - spiegano le Rsu - dall'attuale regime di due convertitori a tre in marcia. L'azienda ha ribadito la necessità di mantenere i presidi per la quasi totalità della manutenzione e del personale necessario di esercizio per garantire, in entrambi i casi, la salvaguardia impiantistica propedeutica alla ripartenza dell'impianto».
Sempre secondo quanto riferito dai sindacati, i nuovi assetti produttivi sono dovuti a «uno scarso approvvigionamento di materie prime e all'attuale capacità produttiva legata alle commesse».

Fim, Fiom e Uilm hanno espresso la propria contrarietà alla decisione dell'azienda in quanto ritengono che il momentaneo trasferimento della produzione sull'Acciaieria 2, rispetto all'attuale assetto di marcia, possa avere ripercussioni dal punto di vista della sicurezza e dell'ambiente. «La sola Acciaieria 2 produrrà dalle 45 alle 47 colate al giorno» ha spiegato Francesco Brigati della segreteria Fiom Cgil di Taranto. «Attualmente - ha aggiunto - il siderurgico viaggia più o meno sullo stesso numero di colate giornaliere, solo che vengono ripartite tra le due Acciaierie: la 1 e la 2. Mediamente, l'Acciaieria 1 ne effettua circa 25 al giorno. Adesso, invece, con lo stop dell'acciaieria 1, tutto sarà spostato sulla 2 che funzionerà con tre convertitori». 
I sindacati ritengono inoltre «inaccettabile tale scelta da parte di ArcelorMittal in quanto, ad oggi, non vi è un piano industriale condiviso con il Governo e le organizzazioni sindacali» e pertanto chiedono «l'immediata sospensione dell'iniziativa unilaterale della multinazionale».

«Con lo stop dell'Acciaieria 1 - ha dichiarato Rocco Palombella, segretario generale Uilm - non può essere sufficiente la temporanea marcia del treno lamiere, prevista dal prossimo 10 febbraio per quattro settimane, a far considerare positivamente il bilancio produttivo. In questo scenario così complicato e drammatico il Governo e ArcelorMittal continuano a perdere tempo prezioso. La scadenza di fine gennaio è ormai imminente». ArcelorMittal, ha aggiunto Palombella, «continua a programmare assetti di marcia che vedono un ricorso molto elevato alla cassa integrazione, a rallentare gli investimenti di ambientalizzazione. Con meno di 4 milioni di tonnellate all'anno prodotte, si continuano a perdere consistenti quote di mercato». Una situazione alla quale a breve si aggiungerà, ha continuato il sindacalista, il problema del mancato pagamento dello scaduto alle aziende dell'appalto. 

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato la sua visita a Taranto il prossimo 28 gennaio. L'obiettivo del governo, con il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in prima linea, è quello di arrivare entro tale data con un'idea definita e possibilmente condivisa sul piano industriale. 


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