La Federazione europea della distribuzione e del commercio di acciaio, tubi e metalli (EUROMETAL) ha inviato una lettera ufficiale al commissario europeo per il Commercio Maroš Šefčovič, a seguito di incontri con la Direzione generale Fiscalità e Unione doganale (DG TAXUD) e con la Direzione generale Commercio (DG TRADE), avvertendo che il quadro giuridico del Meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM) è ancora incompleto in vista della sua fase definitiva a gennaio 2026.
Elementi chiave come i valori di riferimento e i valori predefiniti, la metodologia per il riconoscimento dei prezzi del carbonio pagati nei Paesi terzi e gli adeguamenti legati alle quote ETS gratuite restano irrisolti e difficilmente saranno finalizzati prima dell’inizio del 2026.
Rischi settoriali per la filiera siderurgica
La mancanza di indicazioni tempestive sta già generando incertezza lungo tutta la filiera siderurgica, ha sottolineato EUROMETAL, aggiungendo che molti membri stanno attualmente negoziando contratti per il 2026 senza chiarezza giuridica. Ciò li espone a comportamenti speculativi, controversie contrattuali e distorsioni di mercato, particolarmente dannosi per le PMI, che dispongono di risorse limitate per gestire la complessa conformità normativa.
Le raccomandazioni di EUROMETAL
Nella sua lettera, EUROMETAL ha evidenziato diverse misure urgenti che la Commissione europea dovrebbe adottare:
- pubblicare senza ulteriori ritardi valori e benchmark provvisori;
- chiarire l’ambito di applicazione del CBAM per i prodotti downstream;
- accelerare la comunicazione sul meccanismo di adeguamento per l’export;
- considerare pre-pagamenti o dazi provvisori alla frontiera per stabilizzare le aspettative;
- rilasciare una dichiarazione a livello UE per ridurre l’incertezza in attesa della pubblicazione dei testi giuridici definitivi.
Appello a un’azione coordinata
Sebbene il CBAM rientri formalmente nella competenza della DG TAXUD, EUROMETAL sottolinea che il suo impatto va ben oltre la fiscalità. L’organizzazione chiede una risposta coordinata tra i vari servizi della Commissione europea, evidenziando le ampie implicazioni del CBAM sul commercio, sulla concorrenza e sull’integrità del mercato unico.