In una lettera indirizzata a Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, e Maroš Šefčovič, commissario europeo per il commercio, EUROMETAL, la Federazione europea delle associazioni dei commercianti di acciaio, tubi e metalli, ha espresso serie preoccupazioni in merito all’esclusione dei derivati dell’acciaio e dei prodotti a valle dall’attuale quadro di salvaguardia europeo.
La federazione ha dichiarato di supportate l’impegno della Commissione per risolvere il problema dell’overcapacity di acciaio globale, ma avverte che senza una modifica delle misure proposte, che si concentrano sulla protezione dell’acciaio primario, i processi di trasferimento della produzione e della distribuzione europee potrebbero velocizzarsi.
I produttori a valle affrontano i rischi maggiori
Secondo EUROMETAL, il prezzo dell’acciaio rappresenta fino al 70% delle vendite totale delle aziende produttrici, con margini di profitto medi raramente sopra l’1-2%. L’aumento del 10% dei prezzi dell’acciaio in Europa previsto dal nuovo regime di salvaguardia potrebbe escludere dal mercato molti trasformatori e produttori prima della fine del periodo di revisione di due anni.
Escludendo i derivati, avverte EUROMETAL, si farebbero entrare sul mercato le «importazioni a basso costo».
L’UE rischia di diventare un deposito di prodotti a basso costo
EUROMETAL ha dichiarato che, già da prima dell’entrata in vigore delle nuove misure di salvaguardia, le importazioni di derivati dell’acciaio stanno sostituendo i produttori europei offrendo prodotti finiti a prezzi inferiori con cui le aziende europee non possono competere. La federazione avverte che, a meno che l’ambito della salvaguardia non venga esteso ai derivati dell’acciaio e ai prodotti a valle, l’Unione europea rischia di diventare il «deposito» globale di prodotti siderurgici a basso consto.
Di conseguenza, EUROMETAL esorta la Commissione europea a:
- estendere l’ambito del regime di salvaguardia ai derivati e ai prodotti a valle
- valutare l’impatto delle nuove misure su trasformatori, distributori e piccole e medie imprese
- mantenere attivi gli strumenti di flessibilità, come i meccanismi di «carry-over»
- garantire un accesso equo a materiali con prezzi competitivi
- adottare quote specifiche per ogni Paese, al fine di migliorare la prevedibilità e supportare flussi commerciali responsabili.