EUROFER: l’aumento delle importazioni offusca la ripresa della domanda di acciaio in Europa

lunedì, 08 giugno 2026 11:41:58 (GMT+3)   |   Istanbul

L’ultima edizione di European Steel in Figures, pubblicata dall’Associazione Europea dell’Acciaio (EUROFER), delinea prospettive contrastanti per l’industria siderurgica europea nel 2025: da un lato, la domanda di acciaio è tornata a crescere dopo tre anni consecutivi di calo; dall’altro, la produzione domestica è scesa a un nuovo minimo storico.

Secondo EUROFER, sebbene il consumo di acciaio abbia mostrato segnali di miglioramento, la domanda è rimasta al di sotto dei livelli pre-pandemia. Allo stesso tempo, le importazioni hanno raggiunto una quota senza precedenti del mercato europeo, alimentando crescenti preoccupazioni sulla competitività dell’industria siderurgica della regione.

I numeri chiave del mercato siderurgico europeo nel 2025

Acciaio grezzo: la produzione di acciaio grezzo nell’UE è diminuita del 2,9% nel 2025, attestandosi a 125,8 milioni di tonnellate, il livello più basso mai registrato e quasi 60 milioni di tonnellate al di sotto dei livelli precedenti alla crisi finanziaria del 2008.

Domanda di acciaio: il consumo apparente di acciaio nell’UE è cresciuto del 4,4%, raggiungendo 134,4 milioni di tonnellate nel 2025 e ponendo fine a una prolungata fase di contrazione, sebbene i volumi restino ben al di sotto dei livelli pre-crisi.

Importazioni: le importazioni di prodotti siderurgici semilavorati e finiti sono aumentate del 14% su base annua, raggiungendo una quota record pari a circa il 30% del consumo di acciaio dell’UE.

Occupazione: l’industria siderurgica europea impiega direttamente circa 293.000 persone e sostiene oltre 2,5 milioni di ulteriori posti di lavoro lungo le catene del valore manifatturiere europee.

Valore aggiunto lordo: il settore genera circa 152 miliardi di euro di valore aggiunto lordo e fornisce i materiali necessari per edilizia, industria automobilistica, infrastrutture energetiche, difesa e tecnologie pulite.

Divario crescente tra domanda e produzione domestica

Secondo EUROFER, i dati più recenti mettono in evidenza una delle principali sfide per la siderurgia europea: fare in modo che la ripresa della domanda si traduca in un sostegno concreto alla produzione, agli investimenti e all’occupazione all’interno dell’Europa, evitando un’ulteriore crescita della dipendenza dal materiale importato.

L’associazione ha avvertito che una quota sempre più rilevante del fabbisogno europeo di acciaio viene coperta dalle importazioni, mentre i produttori locali continuano a operare in un contesto di mercato complesso e caratterizzato da forti pressioni competitive.

Secondo EUROFER, questi risultati confermano l’urgenza di dare piena attuazione al Piano d’azione europeo per l’acciaio e i metalli, volto a rafforzare la competitività industriale, sostenere il percorso di decarbonizzazione e preservare capacità siderurgiche strategiche all’interno dell’Unione Europea. Il mantenimento di una solida base produttiva domestica, ha sottolineato l’associazione, resta un elemento essenziale per la sicurezza economica dell’Europa, la resilienza delle filiere industriali e la transizione verso le tecnologie pulite.

Commentando la pubblicazione, Axel Eggert, direttore generale di EUROFER, ha dichiarato: «L’Europa ha bisogno di acciaio per la mobilità, le costruzioni, le infrastrutture energetiche e la difesa, ma la produzione siderurgica europea è oggi sotto pressione. La domanda sta recuperando, tuttavia una quota crescente viene soddisfatta dalle importazioni. L’UE deve introdurre misure commerciali efficaci, garantire prezzi dell’energia competitivi e creare condizioni di investimento adeguate, affinché l’acciaio necessario al futuro dell’Europa sia prodotto in Europa. L’entrata in vigore della nuova misura commerciale sull’acciaio entro il 1° luglio rappresenta un primo passo per recuperare i 34 milioni di tonnellate di utilizzo della capacità siderurgica persi dal 2018».


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