EUROFER: a rischio 3,8 milioni di tonnellate di acciaio UE per effetto dei dazi USA

lunedì, 14 luglio 2025 16:29:32 (GMT+3)   |   Istanbul

L’industria siderurgica europea lancia l’allarme: i ritardi nella definizione di un accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti stanno aggravando una crisi già drammatica. L’associazione siderurgica europea EUROFER ha avvertito che i dazi statunitensi del 50% sull’acciaio potrebbero escludere completamente l’accesso dell’UE al suo terzo mercato di esportazione, mettendo a rischio oltre 3,8 milioni di tonnellate di acciaio esportato dall’Unione Europea in esenzione daziaria. Secondo l’associazione, i nuovi dazi americani rischiano inoltre di provocare un massiccio reindirizzamento dei volumi, con materiale precedentemente destinato agli Stati Uniti che finirebbe per riversarsi sul mercato europeo. A preoccupare EUROFER è anche l’assenza di misure tempestive legate allo Steel and Metals Action Plan, atteso per settembre, nonché il ritardo nell’implementazione entro dicembre di un nuovo strumento commerciale «altamente efficace» che sostituisca l’attuale misura di salvaguardia. La mancata chiusura di importanti falle nel Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) starebbe ulteriormente accelerando la crisi del comparto.

Crisi attuale: deviazione commerciale e crollo del mercato

Sottolineando l’urgenza di un approccio coordinato tra Unione Europea e Stati Uniti per salvaguardare i flussi di export e contrastare l’ondata di acciaio deviato dagli Stati Uniti verso l’UE, il presidente di EUROFER, Dr. Henrik Adam, ha dichiarato: «Non possiamo andare avanti con dazi statunitensi al 50%. Mentre perdiamo un mercato chiave per le esportazioni, il mercato europeo viene inondato di acciaio che gli Stati Uniti non assorbono più. Siamo profondamente delusi dall’assenza di una strategia congiunta UE-USA per preservare le esportazioni europee verso gli Stati Uniti e contrastare la deviazione commerciale, in un contesto già segnato da una sovraccapacità globale cinque volte superiore alla produzione siderurgica totale dell’UE. Questo eccesso sta distruggendo intere filiere, compromettendo la resilienza industriale, le capacità di difesa e la transizione verde.»

Contrasti evidenti: crescita USA, declino UE

Secondo Adam, l’industria siderurgica statunitense sta prosperando grazie a politiche come il Buy American, costi energetici inferiori e incentivi verdi, mentre l’Unione Europea è in grave difficoltà. I produttori statunitensi hanno aggiunto 8-9 milioni di tonnellate di nuova capacità produttiva, sostenuti da politiche protezionistiche e dazi elevati, mentre l’UE ha perso 10 milioni di tonnellate di capacità nel 2024, il peggior calo annuale della sua storia.

«Manca ancora un vero punto di svolta per rendere sostenibile un business case in Europa. Se la Commissione Europea affronterà i dossier su commercio e CBAM con la stessa timidezza mostrata sulla questione energetica, assisteremo inevitabilmente a nuove chiusure di impianti, perdita di posti di lavoro e blocco dei progetti di decarbonizzazione. In quel caso, a perdere saranno tutti: produttori europei travolti da importazioni a basso costo e ad alta intensità di carbonio, e una transizione verde che fallisce per mancanza di fondamenta industriali solide», ha concluso Adam.


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