Esportatori siderurgici turchi temono l'impatto delle modifiche alla salvaguardia UE

martedì, 17 settembre 2019 17:11:52 (GMT+3)   |   Istanbul
       

Dopo le ultime modifiche alle quote di salvaguardia dell'UE, l'industria siderurgica turca potrebbe dover affrontare ulteriori difficoltà. Ad affermarlo è stato Adnan Aslan, presidente dell'associazione degli esportatori siderurgici turchi, nel corso di un'intervista rilasciata a Reuters. La Turchia sta già fronteggiando problemi sia nei mercati export sia sul mercato interno, dove il consumo di acciaio è calato del 31% nei primi sette mesi dell'anno. 

Dopo aver perso circa l'80% della sua quota negli USA a seguito del raddoppio del dazio statunitense sull'acciaio turco lo scorso anno, la Turchia si trova ora ad affrontare nuovi ostacoli nelle esportazioni verso il Vecchio Continente. «L'UE - ha spiegato Aslan - ha imposto una limitazione del 30% sui volumi della quota globale di coils laminati a caldo (HRC) che ogni singolo paese esportatore può raggiungere all'interno di un trimestre. Parlando delle importazioni di tondo e vergella, il limite del 30% si applica anche alla quota relativa agli "altri paesi", dalla quale possono attingere tutti i paesi durante l'ultimo trimestre di ogni periodo annuale. Queste limitazioni - ha continuato - apparentemente puntano a limitare le esportazioni turche verso l'UE. È discutibile il motivo per cui l'UE sta cercando di limitare le importazioni da alcuni paesi, quando essa ha affermato, al momento di imporre le quote in primo luogo, che lo scopo principale era quello di prevenire un aumento significativo delle importazioni».

Secondo i dati dell'associazione degli esportatori turchi, nei primi otto mesi di quest'anno le esportazioni di acciaio della Turchia verso l'UE sono diminuite dello 0,5 percento a 5,1 milioni di tonnellate, mentre il valore di queste esportazioni è stato di 3,6 miliardi di dollari, in calo cioè del 9,1%, su base annua. La Turchia destina oltre un terzo delle sue esportazioni ai paesi dell'UE.

Poiché le quote non sono state ancora esaurite, non è stato osservato un forte calo delle esportazioni verso l'UE; tuttavia, la quota relativa al tondo per cemento armato dovrebbe esaurirsi entro la fine di questo mese, mentre la quota riguardante la vergella dovrebbe esaurirsi a ottobre o novembre. Pertanto, è probabile che le esportazioni della Turchia verso l'UE registrino un calo significativo fino a luglio 2020, quando inizierà il nuovo periodo dei contingenti.

Il presidente degli esportatori turchi ha dichiarato che le esportazioni di acciaio della Turchia negli Stati Uniti, suo principale mercato di esportazione negli ultimi anni, si sono fermate a causa delle misure commerciali. Ha aggiunto che esportazioni dalla Turchia negli USA sono state pari a 2,4 milioni di tonnellate nel 2016, 1,8 milioni di tonnellate nel 2017 e 1,2 milioni di tonnellate nel 2018, mentre nei primi otto mesi dell'anno in corso si sono attestate a sole 208.000 tonnellate, registrando un crollo del 77% su base annua. Aslan ha affermato che, sebbene gli Stati Uniti abbiano abbassato al 25% il dazio  sull'acciaio turco, Brasile, Messico, Canada e Australia sono esenti da tale dazio e quindi non è possibile che le esportazioni turche verso gli USA mostrino dei miglioramenti.

La Turchia sta cercando di compensare le perdite nell'export verso USA e UE con le spedizioni verso mercati alternativi quali America Latina, Nord Africa, Africa occidentale e Israele. Le esportazioni turche in tutto il 2019 dovrebbero raggiungere i 21 milioni di tonnellate, avvicinandosi ai 21,4 milioni registrati lo scorso anno. Il motivo per cui il volume delle esportazioni turche di acciaio dovrebbe raggiungere i livelli del 2018 è che l'industria siderurgica turca ha incrementato fortemente le esportazioni di billette per compensare le perdite nell'export dei prodotti finiti. 

Adnan Aslan ha dichiarato infine che il tasso di utilizzo della capacità dell'industria siderurgica in Turchia è diminuito dal 72% dello scorso anno al 66%, mentre la produzione di acciaio quest'anno è destinata a scendere a 34 milioni dai 37,3 milioni di tonnellate del 2018.


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