Secondo un nuovo report pubblicato da Ernst & Young-Parthenon, le importazioni indiane di coking coal sono destinate a salire fino a 135 milioni di tonnellate entro il 2030, in parallelo agli sforzi del Paese per raggiungere l’ambizioso obiettivo di una produzione siderurgica domestica pari a 300 milioni di tonnellate.
L’industria siderurgica resta il principale motore della domanda
Il report sottolinea che il settore siderurgico, che assorbe circa il 95% del coking coal importato dall’India, continuerà a rappresentare il driver principale della domanda. Attualmente, l’India importa quasi il 90% del proprio fabbisogno, con l’Australia come fornitore principale, seguita da Stati Uniti, Canada e Russia.
Per ridurre la dipendenza dalle importazioni, il governo punta ad aumentare la produzione domestica di carbone da 66,8 milioni di tonnellate nel 2023-2024 a 140 milioni di tonnellate entro il 2029-2030. Di queste, 105 milioni dovrebbero provenire da Coal India Limited, società statale, e 35 milioni da miniere private.
Misure politiche e diversificazione delle forniture
Il piano governativo prevede inoltre di incrementare la capacità di produzione di carbone lavato fino a 15 milioni di tonnellate. Tra le misure chiave figurano la possibilità di investimenti esteri diretti al 100% nel settore minerario, aste con meccanismo di revenue-sharing e sussidi in conto capitale per gli impianti di lavaggio.
Il report suggerisce inoltre di esplorare nuove fonti di approvvigionamento, come Mongolia e Mozambico, per diversificare la forte dipendenza dell’India dai fornitori tradizionali.
Rischi e sfida net-zero
«Le ambizioni siderurgiche dell’India non possono realizzarsi senza affrontare la forte dipendenza dal coking coal importato. Sebbene la produzione domestica sia destinata a raddoppiare entro il 2030, le importazioni continueranno a svolgere un ruolo determinante nel soddisfare la domanda. Questa dipendenza espone il settore a volatilità dei prezzi e rischi nella catena di approvvigionamento», si legge nel report.
L’industria siderurgica indiana contribuisce per circa il 12% alle emissioni nazionali di gas serra, a fronte di una media globale dell’8%. Il documento evidenzia la necessità di investire in tecnologie a basse emissioni di carbonio, idrogeno verde e soluzioni di cattura della CO₂ per allinearsi all’obiettivo net-zero del 2070 fissato dal Paese.