Energia, Arvedi: «No a discriminazioni di prezzo in Europa»

mercoledì, 06 ottobre 2021 17:26:07 (GMT+3)   |   Brescia
       

Anche per il Gruppo Arvedi l'aumento del costo dell'energia è un tema caldo; d'altronde per uno dei principali player nella produzione di piani da rottame non può che essere così. Il caro energia ha pertanto dominato la conferenza stampa tenuta dal cavaliere Giovanni Arvedi e dal CEO Mario Caldonazzo nella cornice di Made in Steel. «Sono molti anni – ha premesso Arvedi – che chiediamo all'Ue che ci siano un mercato dell'energia europeo e un prezzo accessibile a tutti i paesi in egual misura. Il costo dell'energia è più o meno il doppio rispetto a quello che i paesi del Nord Europa pagano. Si tratta di una situazione iniqua, una concorrenza sleale, un atto di discriminazione inaccettabile». Il fondatore del gruppo auspica che il recente aumento di prezzi sia temporaneo. Preocupa l'impatto sulla produzione siderurgica: «La trasformazione del minerale, del carbone e del rottame ha come riducente l'energia elettrica, che rappresenta circa il 50% del costo di fusione del prodotto» ha spiegato, aggiungendo che nel settore della trasformazione la quota è invece sensibilmente inferiore, ossia pari al 10%. 

Il Cavaliere è poi passato a parlare del rottame, materia prima fondamentale per l'elettrosiderugia, sottolineando la necessità di tutele. Secondo Arvedi, nel 2023 si potrebbe arrivare a una normativa che, come già avviene in Cina e Russia, freni la fuorisciuta di rottame anche in Ue. «Presumibilmente il prossimo mese riceveremo dalla Commissione europea la bozza di un regolamento per i trasporti dei rifiuti transfrontalieri – ha detto il CEO Caldonazzo –. Si tratterebbe di una misura ambientale, non sarebbe né un divieto né una misura fiscale. Imporrebbe a chi vende rottame di cederlo a un acquirente che adotti i medesimi standard ambientali di un acquirente europeo».

Per Arvedi la salvaguardia del pianeta è «una questione ineludibile» ed è per questo che a breve il gruppo sarà in grado di annunciare la completa decarbonizzazione di Acciaieria Arvedi. Bocche cucite infine sui progetti per l'Ast di Terni: per il closing dell'operazione ci vorranno ancora «tre o quattro mesi» in quanto si attendono il via libera del consiglio di sorveglianza di ThyssenKrupp e, soprattutto, quello dell'antitrust europea.

Stefano Gennari


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