Egitto: dazi aggiuntivi rischiano di colpire l'import di acciai piani

giovedì, 25 giugno 2020 11:38:10 (GMT+3)   |   Istanbul
       

A seguito di un lungo periodo di discussioni, le autorità egiziane hanno imposto ulteriori dazi all’importazione del 10% su una serie di prodotti siderurgici a partire da ieri 24 giugno. Tale misura è finalizzata a proteggere ulteriormente le industrie locali ed ampliare le possibilità di aumento delle entrate per far fronte alle conseguenze del coronavirus, analogamente a quanto fatto nella vicina Arabia Saudita. Gli operatori locali tuttavia sono scettici riguardo agli effetti positivi delle nuove misure sull'industria siderurgica del paese, poiché le importazioni sono già notevolmente diminuite.

Secondo un documento ufficiale, verrà applicato un dazio aggiuntivo del 10% sull’import di acciai finiti, inclusi tondo, vergella e una serie di prodotti piani. Al momento, i semilavorati non sono soggetti ad alcuna restrizione aggiuntiva, quindi per le billette importate in Egitto rimane in vigore il precedente dazio di salvaguardia del 16%.

Le fonti non si aspettano particolari benefici per i produttori di lunghi, poiché il segmento di mercato è già ben protetto dall'attuale salvaguardia del 25%. «L’import (di tondo e vergella) è pressoché inesistente – ha commentato un produttore locale –. Oggi il problema risiede nella capacità produttiva rispetto alla domanda».

Si prevede un maggiore impatto positivo invece sul segmento dei piani, a vantaggio del produttore locale Ezz Steel, che domina il mercato interno dei coils a caldo. Tuttavia, alcuni dettagli devono ancora essere chiariti dal governo egiziano. Alcune fonti ritengono che i prodotti importati per essere trasformati e fabbricati in Egitto possano essere esenti dal dazio. In questo caso, non ci sarebbe quasi alcun beneficio derivante dall’imposta aggiuntiva del 10%, dal momento che la maggior parte degli importatori nel paese sono produttori di tubi e di acciai rivestiti. «Non è affatto chiaro – ha affermato un produttore –. Suppongo che non ci debbano essere esenzioni, altrimenti il governo non trarrebbe il maggior beneficio dalle misure dal momento che la maggior parte degli importatori è in possesso di licenze industriali».

Un grosso trader ha dichiarato che gli operatori di mercato stanno attendendo novità e chiarimenti sulle norme relative alla nuova imposizione dei dazi, al fine di capire se ci saranno per loro opportunità di business o meno: «Nel segmento dei lunghi direi di no, per quanto riguarda i piani staremo a vedere».


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