Secondo un nuovo rapporto del centro finlandese di ricerca CREA (Centre for Research on Energy and Clean Air), l’ambizioso piano della Cina di aumentare la quota di produzione di acciaio tramite forno elettrico ad arco (EAF) al 15% entro il 2025 sarebbe a rischio. Confermando le tendenze attuali la Cina potrebbe mancare gli obiettivi di transizione verso l’acciaio verde, con gravi implicazioni per gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione e gli sforzi di trasformazione industriale.
La quota EAF non varia malgrado i segnali politici
Sebbene nel 2022 fossero arrivate chiare indicazioni politiche, la produzione cinese da EAF continua a rappresentare circa il 10% dell’output totale di acciaio del Paese. Sebbene il governo abbia introdotto diversi incentivi per l’acciaio verde e liberalizzato le importazioni di rottame, la transizione verso l’EAF non si è mai realmente attualizzata. A prova di questo i dati 2024 mostrano un calo del 50% nelle importazioni di rottame, il che ha fortemente danneggiato i margini dei produttori tramite EAF. Il rapporto di CREA evidenzia le principali difficoltà che impediscono la crescita del settore siderurgico a basse emissioni:
- Gli elevati costi dell’elettricità rendono il percorso EAF meno competitivo rispetto a quello tradizionale ad altoforno-LD (AF-BOF);
- La disponibilità di rottame è molto variabile e continua a intralciare i piani di produzione;
- La pressione finanziaria sulle acciaierie private ha portato a numerosi fallimenti e chiusure.
Gravi le conseguenze delle emissioni
Il mancato raggiungimento dell’obiettivo del 15% entro il 2025 potrebbe comportare 160 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio in più, che equivale alla quasi totalità dell’impronta carbonica annuale dell’industria siderurgica dell’Unione Europea. Questa eventualità, avverte CREA, comprometterebbe gravemente gli impegni globali della Cina sul clima.
Intanto, dieci tra le divisioni amministrative del Paese hanno registrato un aumento della produzione di acciaio nella prima metà del 2025, sfidando apertamente il mandato del governo centrale di controllare la produzione nazionale ed erodendo ulteriormente la fiducia nell’avvicinamento alla transizione verde.
Ripartire dalla strategia verde: il consiglio di CREA
Per invertire questa tendenza, CREA ritiene che la Cina debba subito riallinearsi con la propria strategia di transizione verde, nelle seguenti modalità:
| Pilastro strategico | Azione correttiva | Effetto previsto |
| Aumentare il tasso di sfruttamento della capacità EAF al 70% | Tagliare la produzione AF-BOF di 90 milioni di tonnellate nel 2025 | Spazio all’acciaio verde |
| Stimolare la disponibilità di rottame | Considerare il rottame una risorsa strategica e aumentarne le importazioni | Abbassamento dei costi di produzione dell’EAF |
| Assicurare il rispetto delle direttive a livello locale | Introdurre ricompense monetarie al raggiungimento degli obiettivi ambientali | Prevenire l’eccesso di produzione delle amministrazioni locali |