Antonio Gozzi, special advisor di Confindustria per l’autonomia strategica europea, la competitività e il Piano Mattei, è tornato a richiamare l’attenzione sulla necessità di una revisione del sistema ETS, sottolineando l’esigenza di correggere alcuni meccanismi che oggi rischiano di penalizzare la competitività dell’industria europea. Lo ha dichiarato a Bruxelles, nel corso di una conferenza stampa di Confindustria dedicata al tema.
Secondo Gozzi, il sistema ETS ha avuto un ruolo importante nel percorso di decarbonizzazione dell’industria europea, ma l’evoluzione degli ultimi anni rende necessario un intervento pragmatico. Dal 2017 a oggi, ha ricordato, il prezzo della CO₂ è passato da circa 5-8 euro a tonnellata fino a sfiorare i 100 euro, determinando un forte aumento dei costi per il sistema produttivo europeo. Un incremento che, ha evidenziato, non trova equivalenti nelle principali economie concorrenti: in mercati come la California, ad esempio, il prezzo del carbonio si aggira intorno ai 25 dollari per tonnellata.
Gozzi ha inoltre sottolineato come l’impatto dell’ETS non riguardi soltanto le emissioni dirette delle imprese, ma si rifletta anche sul costo dell’energia elettrica. Secondo diverse stime, il meccanismo contribuisce per circa 25-30 euro/MWh al prezzo dell’elettricità nelle ore in cui questo viene determinato dagli impianti termoelettrici alimentati a gas. Si tratta, ha osservato, di un elemento particolarmente rilevante in Europa, dove i prezzi energetici risultano già significativamente superiori rispetto a quelli di altre grandi aree economiche.
Per questo Confindustria chiede una revisione pragmatica dell’ETS, intervenendo sui meccanismi che hanno contribuito a ridurre eccessivamente la disponibilità di quote e ad aumentare i costi per le imprese, senza tuttavia mettere in discussione gli obiettivi di decarbonizzazione. «È positivo che il tema sia finalmente entrato nel dibattito europeo», ha dichiarato Gozzi, ribadendo che l’obiettivo deve essere quello di coniugare transizione ecologica e competitività industriale, evitando che le imprese europee subiscano svantaggi rispetto ai concorrenti internazionali.
Le ultime dichiarazioni di Gozzi si collocano in un dibattito già aperto nelle scorse settimane, quando il presidente aveva più volte evidenziato le criticità del sistema ETS e la necessità di correggerne l’impatto sull’industria europea. Il tema rientra in un quadro di crescente pressione sui costi energetici e regolatori, che secondo Confindustria deve essere affrontato con misure capaci di accompagnare la transizione senza compromettere la tenuta industriale del continente.