Il colosso minerario australiano BHP Billiton ha raggiunto un accordo con il gruppo statale cinese China Mineral Resources Group (CMRG), insieme ad acciaierie e trader locali, per effettuare la regolazione in valuta cinese (RMB) del 30% delle transazioni spot di minerale di ferro destinate alla Cina. Secondo fonti di mercato e media locali, l’accordo riguarda forniture con prezzi calcolati su base CFR ai porti cinesi, ed entrerà in vigore dal quarto trimestre del 2025.
Come già riportato da SteelOrbis, a fine settembre gli acquirenti cinesi avevano sospeso gli acquisti di minerale di ferro in dollari americani da BHP, avviando trattative per contratti a lungo termine con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione negoziale in un mercato tradizionalmente dominato dai grandi produttori esteri. Al termine delle negoziazioni, BHP ha accettato un compromesso, concordando la regolazione in RMB.
Secondo fonti di mercato, l’adozione del regolamento transfrontaliero in valuta cinese potrà ridurre i rischi di cambio, abbassare i costi finanziari e rafforzare il potere d’acquisto delle acciaierie cinesi. Al tempo stesso, l’espansione dell’uso del RMB nel commercio delle materie prime contribuirà alla sua internazionalizzazione e potrebbe indebolire il ruolo monopolistico del dollaro americano nel commercio globale del minerale di ferro, favorendo una maggiore diversificazione degli scambi.
Nel frattempo, BHP avrebbe deciso di introdurre un periodo di osservazione per i contratti a lungo termine del 2026, che resteranno per ora denominati in dollari. Tuttavia, se l’indice RMB del minerale di ferro cinese raggiungerà livelli di accettazione soddisfacenti, verranno avviate trattative per un accordo a lungo termine basato sul RMB.
L’utilizzo del RMB per le transazioni non rappresenta soltanto un cambiamento di valuta, ma implica anche l’integrazione di prestiti bancari domestici, sistemi di pagamento transfrontalieri e strumenti di copertura del rischio cambio, creando così un ciclo finanziario completo per tutto il processo commerciale.
Attualmente, i quattro principali produttori mondiali, Rio Tinto, Vale, BHP Billiton e Fortescue, coprono circa il 70% delle forniture di minerale di ferro alla Cina. Le spedizioni di BHP verso la Cina hanno raggiunto 295 milioni di tonnellate nel 2024.
Per quanto riguarda la reazione del mercato spot, le fonti intervistate da SteelOrbis ritengono che l’accordo rafforzerà il potere contrattuale delle acciaierie cinesi nelle prossime trattative e, nel medio termine, potrà contribuire a migliorare i loro margini di profitto, ridottisi a settembre per effetto dei prezzi elevati del minerale di ferro e della domanda ancora debole di acciaio.
Tuttavia, dopo le festività, come previsto, i prezzi del minerale di ferro sono aumentati leggermente nella prima giornata lavorativa del 9 ottobre.