Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Amministrazione generale delle dogane della Cina (GACC), le esportazioni di acciai finiti hanno raggiunto i 58,147 milioni di tonnellate nel periodo gennaio-giugno di quest’anno, registrando un aumento del 9,2% su base annua. Se i volumi esportati continueranno a essere in linea con quelli del mese appena trascorso fino alla fine dell’anno, le esportazioni cinesi per il 2025 potrebbero raggiungere i 116 milioni di tonnellate e superare le attese previste alla fine del 2024, che ammontavano a circa 100 milioni di tonnellate.
Nel periodo considerato, le importazioni di acciai finiti dalla Cina sono diminuite del 16,4% su base annua, attestandosi a 3,023 milioni di tonnellate.
Tuttavia, il crescente protezionismo globale potrebbe colpire anche le esportazioni cinesi nella seconda parte dell’anno, e l’entità di un ipotetico calo dipenderà fortemente dalla situazione del mercato locale e dai tagli alla produzione.
Le esportazioni di acciai finiti del mese di giugno in Cina sono ammontate a 9,678 milioni di tonnellate, registrando un calo dell’8,5% su base mensile e un incremento del 10,7% su base annua.
Dal 7 luglio il Vietnam ha imposto dazi antidumping della durata di cinque anni sui coils laminati a caldo (HRC) provenienti dalla Cina, con un’aliquota pari al 23,1-27,83%. La scorsa settimana Vietnam e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo sui dazi che include un 40% sulle ri-esportazioni. Le due decisioni del Vietnam impatteranno fortemente sulle esportazioni cinesi, sia direttamente che indirettamente. Infatti, non solo il Vietnam è il principale mercato di vendita diretta di acciaio per la Cina, ma è anche il maggior ri-esportatore dei suoi prodotti.
A causa della bassa stagione e della conseguente scarsità di domanda, i segmenti del tondo e degli HRC sul mercato nazionale cinese hanno subito una forte pressione derivata dagli aumenti delle scorte. Questo assottiglierà i margini dei produttori siderurgici, influenzando negativamente le attività di produzione. Nell’ambito delle restrizioni ambientali alla produzione, i produttori siderurgici daranno il via ai lavori di manutenzione degli altiforni.
A giugno le importazioni di prodotti finiti in Cina sono invece ammontate a 470.000 t, in calo del 2,3% su base mensile e del 17,5% su base annua.