Il governo norvegese ha condiviso la propria opinione sul Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) alla consultazione della Commissione Europea. La Norvegia ha sottolineato che malgrado i settori locali come l'alluminio primario, le ferroleghe e il silicio, operino già con emissioni del ciclo di vita notevolmente ridotte grazie all’elettricità rinnovabile, rimangono vulnerabili alla dispersione di carbonio e alla concorrenza sleale.
Il Paese ha accolto l’iniziativa della Commissione, osservando che è fondamentale rafforzare il CBAM per mantenere la competitività dei settori hard-to-abate durante la transizione green.
Risolvere le carenze del CBAM
La Norvegia ha fatto notare che il CBAM avrà successo solo se verranno risolte alcune sue carenze. L’esclusione dei prodotti di fine filiera potrebbe causare lo spostamento della produzione al di fuori dell’UE, compromettendo i produttori a monte. Il governo ha riconosciuto la scelta delle merci di fine filiera da includere sia complicata, ma ha suggerito di dare priorità a quelle più correlate ai prodotti coperti dal CBAM a livello di prezzo.
Inoltre, la Norvegia ha sollecitato un monitoraggio continuo e aggiornamenti costanti per contrastare l’elusione. Ad esempio, è necessario affrontare il problema degli scarti di lavorazione nel settore dell’alluminio o l’uso di sostituti. L’applicazione di standard di rendicontazione delle emissioni più rigorosi e norme di verifica più severe sono state indicate come misure fondamentali.
Prevenire l’elusione
La Norvegia ha sottolineato che non è possibile prevedere tutti i rischi di elusione. Per questo motivo, il CBAM deve essere strutturato in modo che possa evolversi in base alle minacce future, garantendo che le carenze non ne compromettano l’efficacia.
Focus sull’elettricità importata
Il governo norvegese ha confermato di prestare particolare attenzione al settore dell’elettricità, facendo notare che i fattori di emissione per l’elettricità importata devono essere calcolati in modo coerente tra tutte le aziende importatrici di un Paese o di una zona di offerta. Inoltre, è necessario introdurre regole chiare per incentivare i Paesi terzi a decarbonizzare i loro sistemi energetici, prevenendo la dispersione di carbonio durante gli scambi transfrontalieri di energia elettrica.