Canadian steelmaker Algoma Steel ha avviato le procedure per il licenziamento di circa 1.000 lavoratori presso il proprio impianto di Sault Ste. Marie. Secondo quanto dichiarato dall’azienda alla stampa canadese, la decisione è attribuita alla combinazione dei dazi statunitensi sull’acciaio e alle modifiche strutturali di lungo periodo legate alla transizione verso la produzione tramite forno elettrico ad arco (EAF). I licenziamenti entreranno in vigore il 23 marzo 2026.
La società ha affermato che i dazi americani sull’acciaio canadese hanno «modificato radicalmente il panorama competitivo», incidendo in modo significativo sui risultati finanziari. Contestualmente, l’altoforno e l’area coke-making verranno fermati con l’entrata in funzione del nuovo impianto EAF, un passaggio atteso da diversi anni.
Mike Da Prat, presidente della sezione locale del sindacato United Steelworkers (USW) of Canada, ha dichiarato che i tagli interesseranno circa un terzo della forza lavoro del sito, con 900 membri del sindacato che riceveranno l’avviso di licenziamento. Ha inoltre ricordato che già durante le trattative contrattuali del 2022 era chiaro come la conversione all’EAF avrebbe comportato «centinaia di tagli». Il sindacato e Algoma Steel hanno lavorato a piani di mitigazione, tra cui un programma di riqualificazione per i lavoratori, ma il presidente ha sottolineato che la comunità dovrà prepararsi a una base industriale strutturalmente più ridotta.
La transizione di Algoma verso la produzione tramite forno elettrico ad arco, parte di un più ampio programma di modernizzazione delle proprie operazioni siderurgiche, dovrebbe essere completata prima del previsto, grazie alla chiusura delle operazioni legacy e all’avvio del nuovo EAF atteso per inizio 2026.