L’azienda mineraria brasiliana Vale ha ridotto il tenore di silicio e alluminio nel suo minerale di ferro, riuscendo a far aumentare il prezzo di vendita finale del prodotto.
Il minerale di ferro con alti livelli di silicio richiede una lavorazione aggiuntiva negli altiforni per neutralizzare il contaminante. Questo processo richiede un maggiore consumo di energia, genera più residui che fanno aumentare i costi di produzione della ghisa e, di conseguenza, esercita una pressione al ribasso sui prezzi del minerale.
Secondo alcune fonti del settore, Vale ha ridotto la sanzione relativa al contenuto di silicio da 2,5 $/t a 1,0 $/t, in linea con le iniziative volte a minimizzare la presenza di questo elemento nel suo minerale.
Per quanto riguarda l’alluminio, in genere Vale assicura un sovrapprezzo di 1,0-1,5 $/t per una porzione importante della produzione, dato che i suoi livelli di alluminio sono inferiori rispetto a quelli della concorrenza.
Di recente, il sovrapprezzo è aumentato a 4,0-4,5 $/t. Ciò ha garantito notevoli guadagni, dato che Vale vende circa 150 milioni di tonnellate di minerale di ferro all’anno.