Un recente sondaggio condotto tra dirigenti dell’industria siderurgica durante una conferenza a San Paolo evidenzia un calo degli investimenti nel settore. In media, le aziende stanno operando con una capacità inutilizzata pari al 35%, principalmente a causa dell’aumento delle importazioni, soprattutto dalla Cina, offerte a prezzi inferiori rispetto al valore di mercato.
Gerdau, che prevede di investire fino a 1,12 miliardi di dollari all’anno nelle sue operazioni internazionali, dovrebbe mantenere questo livello complessivo di investimenti, ma con una riduzione della quota destinata alle attività in Brasile.
Usiminas ha rivisto al ribasso il proprio target di investimenti per l’anno, passando da 300 milioni a 260 milioni di dollari, focalizzandosi esclusivamente su interventi di miglioramento operativo.
Presso Aço Verde Brazil, produttore di prodotti lunghi per il mercato domestico, i piani di aumento della capacità produttiva annua del 30% rispetto all’attuale livello di 728.000 tonnellate sono stati sospesi. La presidente Silvia Nascimento ha citato come motivazioni i prezzi bassi sul mercato interno e l’indebolimento della domanda, con lo stabilimento che attualmente opera con una capacità inutilizzata del 33%.
La divisione brasiliana di ArcelorMittal ha recentemente completato un ciclo di investimenti, inclusa l’acquisizione del produttore di bramme di Pecem. All’inizio di quest’anno l’azienda aveva annunciato l’intenzione di investire fino a 750 milioni di dollari nello stabilimento di Tubarão; tuttavia, la fattibilità del progetto è ora messa in discussione dalla concorrenza delle importazioni cinesi. Fonti aziendali hanno dichiarato che l’investimento pianificato potrebbe essere riconsiderato qualora i volumi di acciaio importato non diminuiscano.
Nel frattempo, Aperam South America, principale produttore di acciai inox e acciai elettrici nello stato di Minas Gerais, ha sospeso investimenti per 110 milioni di dollari a causa dell’intensificarsi della concorrenza dei prodotti cinesi importati.