L’acciaio riciclato si sta affermando sempre più come una risorsa strategica per la siderurgia globale, superando il ruolo tradizionale di semplice materia prima secondaria. È quanto ha sottolineato Shane Mellor, presidente della Divisione Ferrosi del Bureau of International Recycling (BIR), intervenendo all’ultima riunione della divisione a Göteborg, in Svezia. Secondo Mellor, il settore siderurgico mondiale sta entrando in una nuova fase, in cui l’acciaio riciclato sarà destinato ad assumere un ruolo centrale sia nei percorsi di decarbonizzazione sia nella competitività di lungo periodo.
Mellor ha inoltre evidenziato come la prima metà del 2026 abbia messo in luce la vulnerabilità dei mercati globali dei ferrosi di fronte all’instabilità geopolitica, alle interruzioni delle forniture energetiche, alla volatilità dei noli, alle politiche protezionistiche e alla ridefinizione dei flussi commerciali. Fattori che hanno inciso in modo significativo sulle dinamiche del commercio siderurgico e sul sentiment di mercato a livello mondiale.
Nonostante queste criticità, Mellor ha sottolineato che l’acciaio riciclato è sempre più considerato una componente chiave della reale produzione di acciaio verde. Ha affermato che i riciclatori evolveranno da fornitori di materie prime a partner strategici a supporto della trasformazione dell’industria siderurgica. «L’industria siderurgica del futuro non dipenderà soltanto dall’acciaio riciclato, ma sarà sempre più plasmata da esso», ha dichiarato Mellor.
La domanda infrastrutturale apre nuove opportunità
Nel corso di una sessione intitolata «Acciaio riciclato: il motore strategico dell’industria siderurgica del 2050?», il relatore principale e futurista applicato Tom Cheesewright ha analizzato diversi trend di lungo periodo destinati a influenzare i mercati dell’acciaio nei prossimi decenni.
Cheesewright ha osservato che la domanda infrastrutturale è sempre più condizionata dagli sviluppi demografici. I Paesi con popolazioni in invecchiamento o in calo stanno concentrando gli investimenti sulla sostituzione e l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, mentre le economie in rapida crescita continuano ad avere bisogno di nuovi progetti edilizi su larga scala. L’India è stata indicata come un mercato particolarmente importante, alla luce degli ambiziosi piani di sviluppo infrastrutturale del Paese. Secondo Cheesewright, l’India punta a espandere le proprie infrastrutture evitando al contempo la dipendenza da tecnologie obsolete, creando così opportunità per soluzioni moderne di produzione siderurgica e riciclo.
Il settore automobilistico potrebbe generare meno rottame in futuro
Anche l’industria automobilistica sta attraversando cambiamenti strutturali che potrebbero incidere sulla futura disponibilità di rottame. Cheesewright ha evidenziato che i veicoli restano in servizio più a lungo rispetto a quanto previsto in precedenza, un fattore che potrebbe ridurre il numero di nuovi veicoli immessi sul mercato e rallentare la generazione di rottame a fine vita.
Allo stesso tempo, l’aumento dei requisiti qualitativi nel settore automobilistico dovrebbe accrescere la complessità dei processi di riciclo dell’acciaio. Cheesewright ha tuttavia indicato di non attendersi un significativo spostamento dall’acciaio verso l’alluminio nella produzione di veicoli. L’evoluzione del comparto automobilistico potrebbe quindi ridurre il contributo del settore all’approvvigionamento di acciaio riciclato, aumentando al contempo l’importanza di tecnologie di lavorazione avanzate in grado di soddisfare specifiche qualitative più stringenti.
L’intelligenza artificiale trasforma siderurgia e riciclo
L’intelligenza artificiale è emersa come uno dei temi dominanti del dibattito. Cheesewright ha sottolineato il crescente utilizzo dell’AI nell’intera industria siderurgica, citando ArcelorMittal come esempio di società che applica tecnologie digitali avanzate lungo tutte le proprie attività.
Secondo Cheesewright, l’AI ha accelerato in modo significativo lo sviluppo e la commercializzazione di nuovi gradi di acciaio, riducendo i tempi di sviluppo a circa un quinto rispetto ai livelli precedenti. La tecnologia sta inoltre aiutando i produttori siderurgici a ottimizzare le strategie di acquisto del rottame e ad aumentare l’utilizzo di materiali riciclati di qualità inferiore. Questi sviluppi potrebbero avere implicazioni importanti per il settore del riciclo. I progressi guidati dall’AI nell’analisi dei materiali, nella selezione e nella valutazione della qualità potrebbero consentire un maggiore impiego di rottame di qualità inferiore, mantenendo al contempo gli standard qualitativi dei prodotti.
L’ex presidente del BIR Tom Bird ha suggerito che l’AI potrebbe in futuro contribuire a colmare il divario nella valutazione tra rottame di alta qualità e rottame di qualità inferiore, liberando ulteriore potenziale di riciclo. Anche altri operatori del settore hanno concordato sul fatto che tali sviluppi siano sempre più probabili con la maturazione delle tecnologie digitali.
Atteso un ruolo strategico più ampio per i riciclatori
Nel suo intervento conclusivo, Mellor ha osservato che gli operatori di mercato tendono spesso a concentrarsi su fattori di breve periodo, tra cui costi di trasporto, volatilità dei prezzi e andamento dei flussi commerciali. Tuttavia, ha sottolineato come le trasformazioni strutturali attualmente in corso siano destinate ad avere un impatto ben più profondo, fino a ridefinire l’assetto dell’industria siderurgica nei prossimi 25 anni.
Il confronto ha riguardato anche le diverse modalità di applicazione delle nuove tecnologie a livello regionale. In India, ad esempio, strumenti digitali e AI vengono impiegati soprattutto per aumentare la produttività e migliorare la qualità dei prodotti, più che per sostituire la manodopera. Si tratta di un approccio che sta trovando crescente spazio anche all’interno dell’industria del riciclo.
Pur riconoscendo che trend emergenti, come la diffusione dei servizi di car-sharing, potrebbero ridurre la domanda futura di acciaio in alcune applicazioni, i partecipanti hanno evidenziato come questi cambiamenti siano destinati anche ad aprire nuove opportunità lungo la catena del valore.