Il Bureau of International Recycling (BIR) ha segnalato un raro momento di stabilità nel mercato globale dell'acciaio riciclato. In particolare gli Stati Uniti, dove l’offerta e la domanda erano rimaste bilanciate fino alla metà del 2025, hanno vissuto un periodo estivo insolitamente calmo.
Le acciaierie statunitensi hanno mantenuto buoni libri ordini e operazioni stabili per tutta l’estate, ma all'inizio dell'autunno i prezzi dei coils laminati a caldo sono scesi sotto gli 800 $/nt (882 $/t) da livelli prossimi a 900 $/nt (992 $/t). Il declino ha innescato riduzioni dei prezzi del rottame lamierino, mentre l’indebolimento della fiducia dei consumatori e il rallentamento dell’attività economica hanno continuato a pesare sulla domanda.
Europa: ordini scarsi e tagli delle capacità
I volumi degli ordini in costante ribasso – soprattutto nel settore delle costruzioni – hanno costretto le acciaierie della Germania a ridurre il tasso di sfruttamento della capacità degli impianti e gli acquisti di rottame. Dopo una breve stabilità ad agosto, i prezzi dell’acciaio riciclato hanno ripreso la tendenza al ribasso in autunno.
Anche la Scandinavia e il Regno Unito hanno segnalato una riduzione dei flussi verso gli impianti di frantumazione e volumi di raccolta deboli a causa della riduzione dei margini e della prudenza diffusa negli acquisti.
Asia: tendenze divergenti nella domanda di rottame
In Asia i mercati dell’acciaio riciclato in arrivo via mare restano sotto pressione, perché le esportazioni cinesi di acciaio sono aumentate del 10% su base annua a 77,49 milioni di tonnellate nei primi otto mesi del 2025. Se Pechino si è impegnata a eliminare gradualmente le capacità inefficienti, l’applicazione di tali riduzioni è stata saltuaria.
In Corea del Sud i dazi statunitensi e la debolezza della domanda interna continuano a mettere a dura prova i produttori. Per attenuare l’impatto, il governo ha introdotto un programma di garanzia sulle esportazioni da 290 milioni di dollari a sostegno dei produttori di acciaio.
Le importazioni indiane sono diminuite a causa dei dazi di salvaguardia che favoriscono la produzione interna, mentre il Bangladesh ha mantenuto costante la domanda di rottame approvvigionandosi sempre di più dal Giappone. Nel caso di quest’ultimo, la produzione e il consumo di rottame rimangono modesti, riflettendo la lentezza delle attività di costruzione e demolizione.
Africa e Medio Oriente: le politiche plasmano il commercio
In Sudafrica i dazi all’esportazione e il sistema di preferenze sui prezzi continuano a distorcere le dinamiche del mercato interno, portando vantaggio ai mini-mill, ma mettendo a dura prova il settore del riciclo e gli utilizzatori finali.
In Medio Oriente l’Arabia Saudita ha mantenuto condizioni di mercato stabili, supportate da una domanda costante delle acciaierie e da un’offerta limitata. Gli Emirati Arabi hanno mantenuto il dazio all’esportazione di 400 AED/t (109 $/t) per dare priorità alle esigenze nazionali.
Statistiche BIR: forti divergenze regionali
Secondo Rolf Willeke, consulente statistico per il BIR, i modelli di utilizzo globali dei rottami si sono notevolmente differenziati nella prima metà del 2025:
- Cina: la produzione di acciaio grezzo è scesa del 3% su base annua a 514,8 milioni di tonnellate, mentre il consumo di rottame è sceso dell’11,4% a 109,01 milioni di tonnellate.
- India: l’utilizzo di rottami è salito del 15,3% a 19,65 milioni di tonnellate, superando la crescita del 9,2% dell’acciaio grezzo.
- Turchia: il consumo di rottame è aumentato del 2,2% raggiungendo i 16,05 milioni di tonnellate, nonostante un calo della produzione dell’1,7%.
- La Turchia è rimasta il maggior importatore mondiale di rottame, acquistandone 9,4 milioni di tonnellate nella prima metà del 2025, dato in calo del 5,8% su base annua, seguita dall’India, le cui importazioni hanno subito un’impennata del 18% a 4,58 milioni di tonnellate.
- L’UE-27 ha mantenuto la sua posizione di primo esportatore mondiale, sebbene i volumi in uscita siano scesi del 2,8% a 8,3 milioni di tonnellate.