Batterie agli ioni di litio: una minaccia crescente per la filiera europea del rottame e del riciclo

lunedì, 31 agosto 2026 11:00:51 (GMT+3)   |   Brescia

Il grave incendio che il 15 agosto ha distrutto gran parte dell'impianto di gestione dei rifiuti di Chlewnica, nella Polonia settentrionale, ha richiamato ancora una volta l'attenzione su un tema sempre più attuale per i settori europei del riciclo, della lavorazione del rottame e della siderurgia: il numero crescente di incendi legati alle batterie agli ioni di litio nascoste nei cumuli di rottame e rifiuti. Lo studio legale polacco APT&Right, sostenuto da uno dei più importanti commercianti di rottame del Paese, ha pubblicato un'analisi approfondita sull'argomento.

Per l'industria del riciclo dell'acciaio, il problema va ben oltre la gestione dei rifiuti urbani. Batterie incorporate in prodotti a fine vita, apparecchiature elettroniche, veicoli e carichi misti di rottame si insinuano sempre più frequentemente in trituratori, depositi, mezzi di trasporto, porti e persino nelle catene di approvvigionamento delle materie prime per la produzione di acciaio. Il risultato è un rischio operativo, ambientale e finanziario crescente che è diventato una delle principali preoccupazioni in materia di sicurezza per l'economia circolare.

Le batterie al litio sono sempre più presenti nella vita quotidiana

La rapida diffusione dei dispositivi alimentati a batteria sta trasformando la natura dei flussi di rifiuti in tutta Europa. Dagli smartphone agli utensili, dalle biciclette ai monopattini, fino ai veicoli elettrici, le batterie agli ioni di litio sono diventate onnipresenti. Tuttavia, i sistemi di raccolta hanno faticato a tenere il passo con questa proliferazione.

I dati del settore indicano che gli incendi legati alle batterie sono in forte aumento. Secondo le statistiche citate da diverse organizzazioni europee del riciclo e della gestione dei rifiuti, il numero di incendi riconducibili a batterie al litio negli impianti di trattamento dei rifiuti in Francia è raddoppiato tra il 2019 e il 2023, mentre in Austria si registrano ogni anno tra 180 e 240 incidenti di questo tipo. In Germania, le stime del settore suggeriscono fino a 30 incendi al giorno nei veicoli per la raccolta dei rifiuti e negli impianti di trattamento, di cui circa l'80% è potenzialmente collegato alle batterie al litio. Nel Regno Unito, nel 2023 sono stati registrati oltre 1.200 incendi legati alle batterie, con un aumento del 71% rispetto all'anno precedente.

L'argomento è particolarmente rilevante per chi si occupa di processare il rottame, poiché spesso le batterie sono difficili da individuare prima della lavorazione. Nascoste all'interno di elettrodomestici, utensili, giocattoli, telefoni cellulari, apparecchiature elettriche o rottame già parzialmente frantumato, possono passare inosservate negli impianti di riciclo. Tuttavia, una volta pressate, triturate, compattate o sottoposte ad altri trattamenti meccanici, potrebbero subire uno stress termico provocando incendi o esplosioni.

Le conseguenze economiche di questi avvenimenti spesso non sono indifferenti: gli incendi possono danneggiare apparecchiature di lavorazione, capannoni e altri cumuli di materiale, interrompendo le attività lavorative e mettendo sotto pressione le compagnie assicurative. Oltre alle perdite dirette, gli operatori devono affrontare costi dovuti alla sospensione dell'attività, perdita di contratti, interruzioni della filiera e danni reputazionali. Per i produttori di acciaio, sempre più dipendenti dalle materie prime riciclate, tali incidenti possono inoltre influire sulla disponibilità di rottame e sulla logistica.

I principali incendi in Europa

L'incendio di Chlewnica, in Polonia, è diventato uno degli esempi più significativi degli ultimi tempi. Le fiamme hanno coinvolto quattro capannoni e gli edifici amministrativi dell'impianto di gestione dei rifiuti ELWOZ-ECO, richiedendo l'intervento di oltre 200 vigili del fuoco per la durata di quasi cinque giorni. Secondo le informazioni disponibili, circa il 90% dell'impianto è andato distrutto, con perdite stimate in circa 40 milioni di zloty. L'impianto trattava circa 400 tonnellate di rifiuti al giorno, il che ha costretto autorità e operatori a individuare rapidamente percorsi alternativi di trattamento dopo la chiusura.

Sebbene la causa sia ancora oggetto di indagine, le fonti citate da commentatori legali e operatori del settore indicano che potrebbe facilmente trattarsi di una batteria ricaricabile danneggiata nascosta nel flusso dei rifiuti.

Anche nel Regno Unito si sono verificati numerosi incidenti legati alle batterie sia presso impianti di riciclo sia in depositi di rottame. Nel febbraio 2024, circa 70 vigili del fuoco sono intervenuti per domare un incendio in un deposito di rottame a Silvertown, nei pressi di Londra, dove il probabile innesco è stato attribuito al guasto di una batteria agli ioni di litio. Conclusioni simili sono state riportate in seguito a un incendio in un deposito di rottame a Bellingham nel luglio 2024 e a un altro incidente che ha coinvolto rottami e rifiuti elettrici a Brentford nel marzo 2025.

Incidenti marittimi

I rischi associati alle batterie si estendono anche oltre gli impianti a terra. I carichi di rottame trasportati via mare possono contenere batterie non individuate e altre fonti di innesco.

Tra gli esempi recenti, l'incendio scoppiato a bordo della nave Sion Star nel porto di Danzica avvenuto a luglio 2026 mentre trasportava un carico di rottame. L'operazione ha coinvolto circa 100 vigili del fuoco, imbarcazioni antincendio e attrezzature specializzate. Un secondo incendio di un carico di rottame si è verificato meno di tre settimane dopo a bordo della Federal St Laurent, sempre a Danzica.

Questi episodi dimostrano che i rischi legati alle batterie possono persistere lungo l'intera catena logistica del rottame, dalla raccolta e lavorazione fino all'esportazione e al trasporto marittimo.

Principali rischi generati dalle batterie al litio e misure di attenuazione

Il principale pericolo associato alle batterie agli ioni di litio è la fuga termica, una reazione a catena durante la quale la temperatura interna della batteria aumenta in modo incontrollato, generando calore e gas infiammabili che possono scatenare incendi anche di forte intensità.

Negli impianti di riciclo e lavorazione del rottame, la fuga termica può verificarsi quando le batterie vengono pressate, perforate, triturate o comunque danneggiate meccanicamente. Il pericolo è aggravato dal fatto che spesso le batterie arrivano nascoste all'interno di prodotti o carichi misti di rottame.

Il rischio è presente in diverse fasi:

  • raccolta e trasporto di rifiuti e rottami;
  • operazioni di selezione e separazione;
  • processi di triturazione e frantumazione;
  • depositi di stoccaggio del rottame;
  • operazioni portuali di movimentazione e carico;
  • trasporto marittimo.

Gli esperti del settore iniziano a sostenere un approccio multilivello alla mitigazione del rischio. Le misure comprendono telecamere termiche, sistemi di rilevamento del calore, monitoraggio basato sull'intelligenza artificiale, tecnologie automatiche di soppressione degli incendi, aree dedicate alla “quarantena” delle batterie e procedure ispettive rafforzate.

Anche la formazione dei dipendenti è fondamentale. I lavoratori devono essere in grado di identificare batterie danneggiate, reagire a fenomeni di surriscaldamento e applicare procedure di emergenza adeguate. Nel trasporto marittimo, le organizzazioni del settore sottolineano sempre di più l'importanza del rilevamento precoce della temperatura e dell'uso corretto dei sistemi di soppressione degli incendi a bordo.

Tuttavia, la sola tecnologia non può eliminare completamente il rischio. Come osservano gli esperti legali, aspettarsi che gli operatori identifichino ogni batteria nascosta all'interno di migliaia di tonnellate di materiale in ingresso potrebbe non essere tecnicamente fattibile.

Approcci e soluzioni a livello internazionale

Alcuni Paesi europei ed extraeuropei stanno già cercando di affrontare la situazione. La Germania, ad esempio, mantiene un sistema di deposito cauzionale per le batterie di avviamento e ha inoltre rafforzato i requisiti per la raccolta separata delle batterie e la responsabilità dei produttori.

Nel Regno Unito, ai produttori è attribuita una responsabilità significativa nel finanziamento della raccolta, del trattamento e del riciclo delle batterie. I produttori più grandi partecipano a sistemi di conformità, mentre i rivenditori che superano determinate soglie di vendita sono obbligati a fornire punti di raccolta gratuiti per le batterie usate.

La California ha adottato uno degli approcci più completi. Una recente legislazione ha esteso gli obblighi di riciclo ai prodotti contenenti batterie integrate che i consumatori non possono rimuovere facilmente. Le autorità hanno identificato esplicitamente la prevenzione degli incendi causati dalle batterie e la sicurezza dei lavoratori tra gli obiettivi del programma. Anche i consumatori contribuiscono attraverso commissioni di riciclo applicate al momento dell'acquisto.

A livello di Unione europea, il Regolamento (UE) 2023/1542 introduce requisiti rafforzati per la tracciabilità e la raccolta delle batterie. Da febbraio 2027 diventeranno obbligatori i passaporti digitali delle batterie per determinate categorie, tra cui le batterie dei veicoli elettrici, le batterie industriali oltre determinate capacità e quelle utilizzate nei mezzi di trasporto leggeri. Il sistema dei passaporti è destinato a migliorare il monitoraggio, la riparabilità, il riciclo e la gestione dell'intero ciclo di vita.

Per il settore del riciclo, una migliore tracciabilità potrebbe contribuire a identificare i tipi di batteria, l'origine e i requisiti di gestione prima che entrino nei flussi di rifiuti.

Cosa sta facendo la Polonia

La Polonia dispone già di un meccanismo di deposito cauzionale per le batterie automobilistiche. In base alla normativa vigente, i consumatori che non restituiscono una batteria usata al momento del nuovo acquisto devono versare un deposito di 30 zloty.

Dopo l'incendio di Chlewnica, l'attenzione si è concentrata sempre più sull'efficienza degli attuali sistemi di raccolta per le moderne batterie agli ioni di litio. Il dibattito pubblico si è intensificato attorno a possibili riforme volte a sottrarre un numero maggiore di batterie ai flussi di rifiuti urbani e a migliorare i tassi di raccolta.

La discussione riflette inoltre preoccupazioni più ampie riguardanti la sicurezza, la resilienza delle infrastrutture e i costi imposti ai riciclatori quando le batterie finiscono nel canale di smaltimento sbagliato.

Principali osservazioni e proposte dello studio legale

Lo studio legale polacco APT&Right sostiene che l'incidente di Chlewnica debba fungere da catalizzatore per una riforma più ampia. Tra le proposte avanzate figurano:

  • responsabilità estesa del produttore per includere i costi di prevenzione degli incendi e sicurezza;
  • sviluppo di sistemi nazionali di restituzione delle batterie supportati da depositi cauzionali, premi di restituzione o incentivi finanziari analoghi;
  • revisione periodica di tali depositi per garantirne l'efficacia;
  • istituzione di un registro nazionale degli incendi causati dalle batterie, con classificazione degli eventi confermati, probabili e indeterminati;
  • chiara attribuzione delle responsabilità tra produttori, consumatori, operatori dei sistemi di raccolta e riciclatori in funzione della loro capacità di controllare i rischi.

L'analisi dello studio legale sostiene che la responsabilità non dovrebbe ricadere automaticamente sui riciclatori di rottame, in quanto i rischi possono originare molto prima nel ciclo di vita del prodotto.

Da problema di gestione a tema strategico per l'industria siderurgica

La crescente frequenza degli incendi legati alle batterie riflette una sfida strutturale generata dalla rapida elettrificazione delle economie moderne. Quello che un tempo era principalmente un problema di gestione dei rifiuti è diventato un tema strategico per l'intera catena del valore del riciclo.

L'industria siderurgica europea dipende sempre più dal rottame in questa fase di decarbonizzazione. Con l'aumento dei flussi di rottame, cresce anche la probabilità che le batterie entrino nei processi di lavorazione. Se non migliorano i sistemi di raccolta, la tracciabilità dei prodotti e le procedure di sicurezza, il settore dovrà probabilmente affrontare un incremento delle interruzioni operative, costi assicurativi più elevati e maggiori rischi ambientali.

I progressi futuri dipenderanno probabilmente da una combinazione di sistemi di raccolta più efficaci, una responsabilità rafforzata dei produttori, la tracciabilità digitale delle batterie, tecnologie di rilevamento più avanzate e una migliore cooperazione tra autorità regolatorie e industria. Per i settori europei del rottame e dell'acciaio, ridurre il rischio di incendi causati dalle batterie sta rapidamente diventando non solo un imperativo di sicurezza, ma anche un prerequisito per un'economia circolare più resiliente.

MichelaMedici
Michela Medici
Editore

Laureata in Lingue Straniere presso l'Università Cattolica di Milano e con una Laurea Magistrale in Traduzione, ho iniziato la mia carriera come project manager in un'agenzia di traduzione prima di entrare a far parte di SteelOrbis nel 2023. Dal 2024 sono responsabile delle analisi di mercato, dei trend di prezzo e delle dinamiche del settore del rottame ferroso e dei prodotti lunghi in acciaio per l'Europa, con un focus specifico su Italia, Germania e Polonia.

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