In vista del Consiglio Europeo del 23 ottobre, il produttore siderurgico austriaco Voestalpine si è unito a circa 80 aziende industriali europee per sollecitare l’Unione Europea a prorogare l’assegnazione gratuita delle quote di emissione di carbonio previste dal sistema ETS (Emissions Trading System) europeo.
In una lettera congiunta indirizzata ai responsabili politici dell’Unione Europea, le aziende hanno avvertito che la sospensione delle quote gratuite, come attualmente previsto, comporterebbe gravi svantaggi economici e ambientali, minacciando la competitività industriale e l’occupazione in Europa.
Costi aggiuntivi fino a 2 miliardi di euro entro il 2030
Attualmente, Voestalpine versa circa 200 milioni di euro all’anno al bilancio statale austriaco sotto forma di pagamenti legati alle emissioni di carbonio. In assenza di una proroga, l’azienda stima costi aggiuntivi compresi tra 1 e 2 miliardi di euro entro il 2030, sottolineando che un simile onere finanziario metterebbe a rischio il progetto di trasformazione “Greentec” e la sicurezza occupazionale.
Voestalpine ha inoltre evidenziato che un tale incremento dei costi renderebbe economicamente insostenibile la transizione verso una produzione a basse emissioni di carbonio, con il rischio di delocalizzare la produzione al di fuori dell’Austria.
Tempistiche irrealistiche per la graduale eliminazione delle quote gratuite
Secondo la normativa attuale, la graduale eliminazione delle quote gratuite dovrebbe avvenire tra il 2026 e il 2034. Tuttavia, Voestalpine ritiene che tale calendario sia irrealistico, considerando la scarsa disponibilità di energia rinnovabile a prezzi competitivi e la lentezza nello sviluppo delle infrastrutture per l’idrogeno.
L’azienda ribadisce il proprio sostegno alla decarbonizzazione del settore, ma invita l’Unione Europea ad adeguare i tempi del sistema ETS ai reali progressi tecnologici e alle condizioni di mercato.
Voestalpine sottolinea inoltre che il mantenimento delle quote gratuite è essenziale per sostenere questa trasformazione e salvaguardare 23.300 posti di lavoro in Austria.
Il meccanismo CBAM non è ancora sufficiente
Voestalpine ha inoltre avvertito che il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), la cui piena attuazione è prevista per il 2026, non può ancora sostituire l’assegnazione gratuita delle quote.
Secondo l’azienda, il CBAM offre una protezione solo parziale contro il rischio di fuga di carbonio, poiché gli esportatori europei restano svantaggiati rispetto ai concorrenti extra-UE.
«Non esiste un’alternativa valida alla proroga delle quote gratuite, se l’Europa intende mantenere la propria competitività industriale», ha concluso Voestalpine.