Il Dipartimento dell’industria, della scienza e delle risorse del governo australiano ha rivisto al ribasso le aspettative di guadagno dalle esportazioni di minerale di ferro, prevedendo un calo graduale durante tutto il 2027. La revisione riflette la continua pressione esercitata dalla scarsa domanda di acciaio a livello internazionale, dal ribasso dei prezzi e dalla crescente incertezza nei principali mercati di consumo.
| Anno fiscale | Stima precedente (in AUD) | Nuova stima (in AUD) | Variazione (in AUD) |
| 2024-25 | 117 miliardi | 116 miliardi | -1,0 miliardi |
| 2025-26 | 113 miliardi | 105 miliardi | -8,0 miliardi |
| 2026-27 | 103 miliardi | 97 miliardi | -6,0 miliardi |
Le ragioni principali della riduzione delle aspettative di ricavo per l’anno fiscale 2024-25 rispetto al report precedente sono state il calo dei volumi di esportazione, il calo dei prezzi di riferimento e l’aumento del tasso di cambio del dollaro australiano.
Nel secondo trimestre i prezzi medi del minerale di ferro si sono attestati a 93 $/t, ma all’inizio di aprile i prezzi spot sono scesi fino a 90 $/t dopo l’introduzione dei dazi USA all’importazione. Malgrado una lieve ripresa, l’andamento complessivo è rimasto debole a causa dei tagli alla produzione annunciati a maggio in Cina, delle incertezze commerciali a livello globale e della forte pressione sull’offerta esercitata dai principali esportatori. Il prezzo di riferimento per il 2025 è stimato in media a 83 $/t, che secondo il report scenderà a 74 $/t nel 2027.
La produzione di acciaio – indicatore chiave della domanda di minerale di ferro – rimarrà debole nel secondo semestre
La produzione siderurgica globale, un indicatore chiave della domanda di minerale di ferro, è scesa dello 0,3% su base annua nei primi quattro mesi dell’anno per un totale di 624 milioni di tonnellate, a causa della debolezza della domanda e del calo produttivo in Europa, Giappone, Corea del Sud e Russia. Si prevede che nella seconda metà dell’anno la produzione globale di acciaio rimarrà debole come risultato delle progressive incertezze riguardo alle barriere commerciali e dei tagli programmati alla produzione in Cina. Per l’intero 2025 è stimato un calo complessivo dello 0,2%.