L’Australia ha avviato il suo percorso verso l’obiettivo di emissioni di gas serra net zero entro il 2035, consolidando il suo ruolo nella gestione della crisi climatica. Per garantire i progressi, il governo ha stabilito la scadenza del 2035 come obiettivo intermedio per ridurre le emissioni del 62-70% rispetto ai livelli del 2005. Questo si aggiunge all’obiettivo già regolamentato della riduzione delle emissioni del 43% entro il 2030, rappresentando un chiaro miglioramento delle ambizioni.
Il piano net zero: le cinque priorità chiave
Il piano net zero del governo spiega come l’Australia raggiungerà questi obiettivi e si basa su cinque pilastri:
- Rapido sviluppo dell’energia rinnovabile in tutti i settori.
- Riduzione delle emissioni grazie all’elettrificazione e a miglioramenti dell’efficienza energetica.
- Ampliamento dell’impiego di combustibili puliti, tra cui l’idrogeno e i biocombustibili ecologici.
- Sviluppo e adozione di nuove tecnologie per ridurre ulteriormente le emissioni.
- Creazione di capacità per neutralizzare le emissioni rimanenti.
Piani di riduzione delle emissioni per ogni settore
Per tradurre le priorità in azione, sono stati elaborati sei piani di riduzione delle emissioni per i settori dell’elettricità e l’energia, dell’agricoltura, dell’ambiente edilizio, dell’industria, delle risorse e dei trasporti. L’alimentazione pulita, accessibile e affidabile non si limiterà a ridurre le emissioni in ogni settore, ma consentirà anche di espandere la decarbonizzazione nelle case, nelle industrie e nei trasporti.
Effetti economici e sociali
Il governo ribadisce che ritardare l’entrata in azione potrebbe far aumentare i costi, indebolire la competitività e mettere a rischio posti di lavoro. Al contrario, una transizione giusta e ordinata comporterebbe:
- il supporto alla crescita economica e agli investimenti
- la tutela dell’accessibilità e dell’affidabilità dell’energia
- la creazione di sicure opportunità di lavoro.
La modellazione finanziaria dimostra che un approccio disordinato potrebbe compromettere i risultati, mentre un piano stabile e strategico combina le azioni a favore del clima e il potere economico.