Assofond: produzione in calo del 28,5% in gennaio-luglio

martedì, 29 settembre 2020 16:53:23 (GMT+3)   |   Brescia
       

Nei primi sette mesi del 2020 la produzione del settore italiano delle fonderie è calata del 28,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ne ha dato notizia Assofond, l'associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie. «Si tratta però – ha sottolineato il presidente Roberto Ariotti – di un dato solo di poco peggiore rispetto a quello della fonderia tedesca (-27,5%) e migliore di Francia (-30,6%) e Spagna (-31,3%)». Il mese di settembre sta vedendo tuttavia un rimbalzo con «in linea generale un buon recupero in fatto di utilizzo della capacità produttiva, anche da parte dei colleghi focalizzati sull'automotive». Le prospettive per la fine dell'anno, ha continuato Ariotti, «sono pertanto migliori rispetto a quelle che ci immaginavamo a luglio, anche se la visibilità degli ordini è molto bassa, ormai sotto i due mesi». 

Secondo il presidente di Assofond, il tema principale dei prossimi mesi sarà «l'allocazione dei fondi che riceveremo dall'Europa nell'ambito del piano Next Generation EU. Il nostro punto di vista – ha continuato – è chiaro e lo esporremo presto alle istituzioni. Si basa su tre principi: innovazione, con un piano "industria 5.0" volto ad accelerare la trasformazione digitale della nostra industria; formazione, perché alle imprese serve e servirà sempre di più nuovo personale con solide competenze tecniche e risorse per riqualificare quello già attivo in azienda; transizione, perché gli obiettivi sfidanti del Green Deal Europeo possono essere raggiunti solo con la tecnologia e la capacità d'investimento dell'industria, che deve essere messa nelle condizioni di lavorare per la decarbonizzazione e lo sviluppo di nuove tecnologie più efficienti e sostenibili. Le fonderie in quest'ottica – ha concluso Ariotti – sono dei formidabili facilitatori della transizione, dato che realizziamo, fra l'altro, componenti indispensabili per produrre energia rinnovabile, o per mettere sul mercato mezzi di trasporto meno inquinanti. Il tutto utilizzando in larga parte materiali riciclati». 


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