Assofermet ribadisce le criticità sulle nuove misure UE per acciaio e alluminio: inviata lettera a Governo e Commissione

venerdì, 19 settembre 2025 12:59:25 (GMT+3)   |   Brescia

Dopo le recenti dichiarazioni in merito ai rischi legati alle nuove misure europee di salvaguardia sull’acciaio e sull’alluminio, come già riportato in precedenza da SteelOrbis, Assofermet torna a esprimere forte preoccupazione, rendendo nota la lettera ufficiale inviata il 29 luglio alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai Ministeri competenti (MIMIT e MAECI), nonché alla Commissione Europea e alla Rappresentanza del Governo italiano a Bruxelles.

Nella missiva, l’associazione che rappresenta le imprese del commercio, distribuzione e trasformazione di acciai e metalli non ferrosi, sottolinea come l’attuale scenario internazionale, aggravato dai dazi USA al 50% su acciaio e alluminio, rischi di provocare un’anomala deviazione dei flussi globali verso l’Europa, mettendo sotto pressione l’intera filiera siderurgica e la manifattura continentale.

Le proposte di Assofermet sul superamento della Salvaguardia

In vista della scadenza del regime di Salvaguardia il 30 giugno 2026, Assofermet chiede che il nuovo strumento europeo sia costruito su basi più equilibrate rispetto al passato, evitando rigidità che penalizzano gli utilizzatori e gli importatori. In particolare, l’associazione propone:

  • un unico contingente annuo suddiviso per trimestre, senza quote specifiche per singolo Paese esportatore;
  • meccanismo di “carry over” delle quote non utilizzate;
  • dazio ridotto al 25% in caso di superamento del contingente trimestrale;
  • applicazione delle nuove misure a tutti i Paesi extra-UE senza distinzione, con esenzione per l’Ucraina e inclusione di lingotti e semiprodotti (bramme, blumi, billette);
  • durata sperimentale di tre anni, con possibilità di revisione solo dopo 18 mesi.

L’obiettivo è quello di mantenere un giusto livello di protezione per i produttori UE, ma allo stesso tempo garantire l’approvvigionamento della manifattura europea, già gravata dai costi energetici e dall’impatto del CBAM.

Focus sull’alluminio: no a restrizioni generalizzate

Particolare attenzione è riservata all’alluminio, settore strategico ma da anni carente in produzione interna rispetto ai consumi europei. Per Assofermet, introdurre misure restrittive sulle importazioni avrebbe effetti «drammatici» sulla manifattura, spingendo a delocalizzazioni e dipendenza da Paesi terzi. In alternativa, l’associazione propone l’introduzione di una «vigilanza unionale preventiva» (ex art. 11 Reg. UE 2015/478), che obblighi gli importatori alla presentazione di un documento di vigilanza per monitorare i flussi, evitando blocchi che comprometterebbero l’industria. Assofermet sollecita inoltre una risposta dell’Unione Europea verso gli Stati Uniti, aumentando al 50% i dazi sull’alluminio di provenienza USA (oggi al 25%), per ristabilire condizioni di reciprocità.

Rischio per la manifattura europea

«Eccessive restrizioni alle importazioni, diverse da quelle di compromesso da noi proposte, porterebbero a pesanti ricadute sulla manifattura europea, già sotto pressione per i costi dell’energia e per l’entrata in vigore del CBAM» sottolinea Assofermet. L’associazione ribadisce dunque la necessità di un approccio equilibrato che tenga conto sia della protezione dell’industria siderurgica sia delle esigenze di approvvigionamento degli utilizzatori, mantenendo aperte le relazioni commerciali con i Paesi terzi.


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