Secondo quanto riportato dalla consueta nota di mercato mensile pubblicata da Assofermet Acciai, nel mese di marzo e in questi primi giorni di aprile l’incertezza ha dominato su tutti i segmenti dell’acciaio in Italia per via dell’annuncio dei dazi sulle importazioni imposto da Trump.
Partendo dai piani al carbonio, Assofermet ha delineato una tendenza al rialzo nel mese di marzo, ma la debole ripresa dei consumi potrebbe essere messa a rischio dall’insorgenza di una guerra commerciale a livello globale. Oltre a questo, le modifiche alle misure di salvaguardia – che di fatto ostacolano l’ingresso dell’acciaio in Unione Europea – fanno pensare che buona parte dei volumi normalmente coperti dall’importazione ricadranno sui produttori UE, generando così un possibile aumento dei prezzi di acquisto. «Tuttavia», si chiede Assofermet, «sorge il dubbio se i produttori a valle, ovvero gli utilizzatori finali di acciaio, complice una domanda relativamente debole, saranno in grado di sostenere questi maggiori costi senza compromettere la loro competitività nei mercati internazionali». I volumi di vendita, infatti, continuano a subire gli effetti della crisi dell’automotive e dell’elettrodomestico, e non si prevedono variazioni significative per il mese di aprile.
Nel comparto dell’acciaio inox, la domanda resta debole sia per i lunghi che per i piani. L’offerta, tuttavia, è ancora abbondante lungo tutta la filiera, e mantiene i prezzi sotto pressione. Si registrano, però, alcuni segnali di una possibile stabilizzazione, i quali potrebbero far pensare a un inizio di riequilibrio graduale. Il contesto è complesso, conclude Assofermet, ma «offre spazi di manovra per chi saprà gestire con flessibilità l’evoluzione del mercato».
Per quanto riguarda i magazzini dal pronto, marzo ha registrato una performance negativa a livello generale, fatta eccezione per i tubi senza saldatura. Le lamiere, invece, sembrano essere la categoria più colpita. Le prospettive, purtroppo, non sono di miglioramento: con l’introduzione dei nuovi dazi dagli Stati Uniti, alcuni settori, come ad esempio la meccanica, potrebbero decidere di rivedere i propri piani di investimento diminuendo i volumi acquistati e riprogrammando le attività di ristrutturazione a fronte di un prevedibile calo del fatturato dovuto alla riduzione delle esportazioni.
Infine, nel segmento della banda stagnata, è stata registrata una ripresa della domanda sul territorio europeo dovuta all’introduzione di un tetto del 20% per singolo Paese all’interno della quota “Altri Paesi”. «Alcuni impianti di stagnatura, rimasti inattivi per tutto lo scorso anno, stanno progressivamente tornando a operare a pieno regime», ha riferito Assofermet.