Arvedi S.p.A. realizzerà un programma di investimento da 82,5 milioni di euro presso il proprio stabilimento siderurgico di Cremona, con l’obiettivo di rafforzare le capacità tecnologiche del sito e orientare la produzione verso acciai a maggiore valore aggiunto destinati all’elettrificazione e al settore automotive.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato Invitalia a sottoscrivere un Accordo di sviluppo a sostegno del progetto, denominato ARVES. Le agevolazioni pubbliche previste potranno arrivare fino a 22,5 milioni di euro, subordinatamente all’istruttoria che sarà condotta da Invitalia per conto del Ministero.
Il programma si concentrerà in particolare sullo sviluppo di acciaio magnetico a grani non orientati, noto anche come acciaio NGO, un prodotto strategico utilizzato nei nuclei delle macchine elettriche, tra cui motori e generatori. Questa tipologia di acciaio assume crescente rilevanza per le filiere legate all’elettrificazione, in quanto progettata per migliorare le prestazioni magnetiche e l’efficienza energetica in applicazioni caratterizzate da flussi magnetici che cambiano continuamente direzione.
Oltre alla nuova linea di prodotto, il progetto prevede l’adozione di tecnologie per il recupero e il trattamento di materie prime secondarie, nonché la riqualificazione dell’impianto di trattamento sottovuoto dell’acciaio liquido. Arvedi porterà inoltre avanti attività di ricerca e sviluppo per la produzione di acciai a minore impatto ambientale destinati al comparto automobilistico.
Secondo il Ministero, l’intervento è considerato strategico per la competitività del sistema produttivo italiano e per lo sviluppo sostenibile del territorio cremonese, con ricadute positive anche sul piano occupazionale.
L’investimento rafforza il posizionamento di Arvedi nel segmento degli acciai piani avanzati, in una fase in cui la domanda proveniente da mobilità elettrica, efficienza energetica e filiere automotive sta sostenendo lo sviluppo di gradi siderurgici specializzati. Il sito di Cremona è quindi destinato ad assumere un ruolo più rilevante nella fornitura nazionale ed europea di acciai legati alla transizione energetica.
Il gruppo Arvedi ha chiuso il 2024 con ricavi consolidati pari a 5,7 miliardi di euro e un utile netto di 92 milioni di euro, rispetto ai 6 miliardi di euro di ricavi e ai 235 milioni di euro di utile netto registrati nell’esercizio precedente.