Argentina: ArcelorMittal Acindar sospende temporaneamente l’impianto di Villa Constitución per domanda debole

mercoledì, 01 ottobre 2025 16:37:01 (GMT+3)   |   Istanbul

Il produttore siderurgico ArcelorMittal Acindar, con sede in Argentina, ha annunciato una sospensione temporanea di una settimana delle attività presso il proprio impianto di Villa Constitución, a causa del perdurante deterioramento della domanda domestica di acciaio, secondo quanto riportato dai media locali.

Lo stop riguarda la produzione di laminati e rimarrà in vigore fino a venerdì 3 ottobre. Dal 2024, l’impianto opera al 50% della capacità, riflettendo la debolezza persistente dei settori industriale e delle costruzioni. Nel 2024 la produzione si è attestata a 600.000 tonnellate, in netto calo rispetto a 1,2 milioni di tonnellate del 2023. La contrazione è strettamente legata al calo del 12,4% dell’attività industriale e al crollo del 19,5% della produzione edilizia nel 2024 rispetto al 2023, entrambi fattori chiave per la domanda di acciaio in Argentina.

ArcelorMittal Acindar gestisce cinque impianti nel Paese: Villa Constitución, Rosario, San Nicolás, La Tablada e Villa Mercedes. L’attuale sospensione riguarda esclusivamente il sito di Villa Constitución, ma i dirigenti aziendali non escludono di estendere misure simili ad altre sedi se la domanda dovesse rimanere depressa.

Prospettive di mercato: domanda debole e import in crescita

Il consumo di acciaio in Argentina resta sotto pressione a causa del rallentamento del settore delle costruzioni, storicamente uno dei maggiori utilizzatori di acciaio.

Secondo i dati della Camera Argentina dell’Acciaio, la produzione di acciaio grezzo nel giugno 2025 si è attestata a 320.100 tonnellate, in calo dell’8,6% rispetto al mese precedente, ma in aumento del 16,5% rispetto a giugno 2024.

La produzione di laminati ha raggiunto le 262.500 tonnellate, in diminuzione del 20,9% rispetto a maggio, ma in crescita del 12,2% rispetto a giugno 2024.

Tuttavia, fonti del settore avvertono che tali dati non riflettono appieno il crescente impatto delle importazioni di acciaio dalla Cina, che stanno aumentando la concorrenza sul mercato domestico argentino, esercitando ulteriori pressioni sui produttori locali già penalizzati da consumi deboli.


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