Anastasiia Kononenko: prospettive di crescita sostenuta dei consumi in India e nell’area ASEAN

martedì, 30 settembre 2025 11:21:27 (GMT+3)   |   Istanbul

Nel corso della sua presentazione sulle prospettive dei mercati siderurgici di India e ASEAN, tenutasi durante la seconda sessione della SteelOrbis Fall 2025 Conference & 93rd IREPAS Meeting a Monaco di Baviera (28-30 settembre), Anastasiia Kononenko, responsabile del team di market intelligence Asia di SteelOrbis, ha analizzato l’andamento della produzione, dei consumi, l’impatto dei dazi e le dinamiche import-export.

India: consumi in aumento e capacità produttive in espansione

Kononenko ha osservato che ad agosto 2025 sia la produzione sia il consumo di acciaio finito in India hanno superato le attese, raggiungendo rispettivamente 13,4 milioni di tonnellate e 13,5 milioni di tonnellate. I consumi di acciaio finito del Paese sono cresciuti dell’11,5% nell’anno fiscale 2024-25 (1° aprile 2024 – 31 marzo 2025), mentre le previsioni di lungo periodo indicano un tasso di crescita annuo del 6% fino al 2030. Ciò implicherebbe una domanda aggiuntiva di circa 43 milioni di tonnellate in cinque anni. La relatrice ha aggiunto che la crescita si è mantenuta sostenibile negli ultimi cinque anni e che tutti gli indicatori suggeriscono la prosecuzione di questo trend.

Per quanto riguarda la produzione di acciaio grezzo, che cresce a un ritmo più rapido della domanda, Kononenko ha sottolineato che nell’anno fiscale 2024-25 la velocità di incremento delle capacità produttive in India è stata la più elevata degli ultimi dieci anni, soprattutto grazie all’espansione degli impianti esistenti. I progetti greenfield, invece, continuano a incontrare ostacoli, in particolare nell’acquisizione dei terreni. Dei 95 milioni di tonnellate di nuova capacità pianificate per i prossimi cinque anni, solo l’8% ha ricevuto finora l’approvazione, il che alimenta dubbi sulla piena realizzazione degli obiettivi. Nonostante ciò, la crescita della produzione rimane in linea con l’andamento della domanda.

Quanto ai dazi statunitensi del 50% sulle importazioni di acciaio, l’impatto diretto per le acciaierie indiane appare limitato, incidendo soprattutto sulle esportazioni di ghisa verso gli Stati Uniti, pari a circa il 10% dell’export siderurgico indiano. Secondo Kononenko, il settore indiano può assorbire tali effetti grazie alla focalizzazione su vendite più redditizie sul mercato interno, in Europa e in Medio Oriente, pur restando uno dei paesi maggiormente esposti all’applicazione del CBAM europeo.

Sul fronte export, l’India ha registrato un forte aumento delle vendite di semilavorati, in particolare bramme, nel primo semestre 2025, più che raddoppiate rispetto all’anno precedente. Kononenko ha precisato che si tratta di spedizioni opportunistiche e non di un trend strutturale. Intanto, per il secondo anno consecutivo l’India si conferma importatore netto di acciaio. In aprile 2025, il governo ha introdotto un dazio di salvaguardia del 12% sui prodotti piani, previsto per tre anni, ritenuto più efficace rispetto alle misure precedenti: le importazioni mensili si sono così ridotte a 140.000 tonnellate, oltre 2,5 volte in meno rispetto alla media dello scorso anno. «Queste misure stanno funzionando meglio rispetto al passato, sostenendo il mercato locale», ha spiegato.

ASEAN: produzione in aumento più rapida della domanda

Kononenko ha ricordato che nel 2024 la domanda di acciaio nell’area ASEAN è rimbalzata, con una crescita di poco inferiore al 5%, pur restando al di sotto dei livelli 2018-2019. Per il 2025, la domanda è attesa in crescita di appena il 2-3%, trainata soprattutto da costruzioni private e grandi progetti infrastrutturali.

La produzione nella regione continua invece ad aumentare, superando il ritmo della domanda, con nuove espansioni in corso. In particolare, la vietnamita Hoa Phat ha raddoppiato la capacità produttiva a 12 milioni di tonnellate quest’anno, mentre l’indonesiana Dexin Steel sta ampliando le proprie capacità fino a 10 milioni di tonnellate.

Analogamente all’India, anche nei paesi ASEAN l’impatto dei dazi statunitensi rimane gestibile. Tuttavia, l’Indonesia, insieme all’India, figura tra i paesi più colpiti dal CBAM.

Sul fronte import-export, le importazioni dell’area ASEAN dovrebbero rimanere stabili nel breve periodo, per poi ridursi gradualmente nel lungo termine con l’aumento della produzione interna. Al contrario, le esportazioni potrebbero crescere ulteriormente, anche grazie a nuovi impianti sostenuti da investimenti cinesi.


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