L’Algeria, che negli ultimi anni ha compiuto importanti passi avanti nello sviluppo della propria industria siderurgica e si sta progressivamente orientando verso un ruolo più attivo nell’export di acciaio, si prepara ad avviare una nuova base produttiva basata sul minerale ferroso preridotto (DRI – Direct Reduced Iron).
Secondo quanto riportato da fonti di stampa, in occasione del Forum Economico Italia-Algeria che si terrà prossimamente a Roma, sarà firmato un accordo per un investimento pari a circa 1 miliardo di dollari destinato alla realizzazione di una nuova unità per la produzione di DRI in Algeria. L’obiettivo delle parti coinvolte è avviare la produzione di acciaio a basse emissioni di CO₂, in linea con i principi della transizione energetica. L’accordo sarà sottoscritto da un consorzio internazionale di produttori siderurgici, tra cui l’ex Ilva (Italia) e il gruppo Duferco. I dettagli dell’investimento, in particolare la localizzazione esatta del nuovo impianto, non sono ancora stati resi noti. Tuttavia, secondo quanto appreso da SteelOrbis, la capacità produttiva prevista è di circa 2,5 milioni di tonnellate all’anno.
Il progetto si inserisce nel contesto delle attuali tendenze dell’industria siderurgica globale, che puntano alla riduzione e al controllo delle emissioni di CO₂. L’Algeria, come l’intera regione MENA, risulta particolarmente adatta alla produzione di DRI grazie alla disponibilità di gas naturale.
L’unità prevista sarà la terza basata sul DRI nel Paese: le prime due appartengono ad Algerian Qatari Steel (AQS) e a Tosyali Algerie, con capacità rispettivamente di 2,5 e 5 milioni di tonnellate annue.