AIE: la crisi in Medio Oriente ridefinisce le priorità globali di investimento nell’energia
mercoledì, 03 giugno 2026 12:13:10 (GMT+3)
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Istanbul
L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha avvertito che il conflitto in corso in Medio Oriente e l’effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz stanno ridefinendo le strategie globali di investimento nel settore energetico. Questo scenario sta spingendo governi e aziende a porre maggiore enfasi sulla sicurezza energetica, sulla diversificazione delle forniture e sulla produzione nazionale.
Secondo il report World Energy Investment 2026 dell’AIE, l’attuale interruzione rappresenta la seconda grande crisi energetica globale in cinque anni, dopo lo shock energetico innescato dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Il Direttore Esecutivo dell’AIE, Fatih Birol, ha descritto la situazione come la più significativa crisi di sicurezza energetica degli ultimi decenni, affermando che potrebbe influenzare le politiche energetiche globali in modo paragonabile agli shock petroliferi degli anni ’70.
Investimenti energetici globali fino a 3,4 miliardi di dollari
Il report prevede che gli investimenti energetici globali complessivi raggiungeranno i 3,4 miliardi di dollari nel 2026. L’AIE si aspetta che le decisioni di investimento diano sempre più priorità alla resilienza, all’indipendenza energetica e alla diversificazione delle catene di approvvigionamento.
Le energie rinnovabili continuano ad attrarre la quota maggiore di investimenti nel settore elettrico. Il rapporto stima 665 miliardi di dollari di investimenti nelle rinnovabili, di cui 365 miliardi allocati a progetti di energia solare; inoltre, oltre il 70% degli investimenti globali nella generazione di energia sarà diretto verso tecnologie a basse emissioni. L’agenzia ha sottolineato che i Paesi stanno accelerando la diffusione delle rinnovabili non solo per ragioni climatiche, ma anche per ridurre l’esposizione ai rischi geopolitici e alle interruzioni delle forniture di carburante.
Nucleare e stoccaggio energetico guadagnano terreno
Gli investimenti nel settore nucleare dovrebbero superare gli 80 miliardi di dollari all’anno, sostenuti dal crescente interesse per la sicurezza energetica e per una generazione di carico di base stabile. Attualmente sono in costruzione quasi 80 GW di nuova capacità nucleare in 15 Paesi.
Anche lo stoccaggio di energia tramite batterie sta diventando una categoria di investimento di primo piano, con una spesa prevista superiore ai 100 miliardi di dollari nel 2026. Nel frattempo, gli investimenti nelle reti elettriche dovrebbero sfiorare i 550 miliardi di dollari, riflettendo la crescente necessità di integrare le energie rinnovabili e supportare l’elettrificazione.
Crescono gli investimenti in GNL, cala la spesa per il petrolio
Nonostante i prezzi elevati del greggio, l’AIE prevede che gli investimenti nel settore petrolifero diminuiranno per il terzo anno consecutivo, scendendo sotto i 500 miliardi di dollari. L’agenzia ha citato l’incertezza sulla domanda futura di petrolio, i lunghi cicli di sviluppo dei progetti, i colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento e un mercato più rigido per le trivellazioni offshore.
Al contrario, si prevede che gli investimenti nel gas naturale raggiungeranno i 330 miliardi di dollari, il livello più alto da un decennio a questa parte. I grandi progetti di esportazione di GNL negli Stati Uniti e in Qatar dovrebbero guidare gran parte di questa crescita.
Rimbalzano gli investimenti nel carbone per ragioni di sicurezza
Uno dei risultati più significativi del rapporto è la rinascita degli investimenti nel carbone. Gli investimenti globali legati al carbone dovrebbero raggiungere i 180 miliardi di dollari nel 2026, il livello più alto dal 2012. Si stima che la Cina coprirà quasi il 70% degli investimenti globali nell’approvvigionamento di carbone. L’AIE ha osservato che alcune economie asiatiche colpite dalle interruzioni delle forniture potrebbero prolungare la vita utile delle centrali a carbone per rafforzare la sicurezza energetica e ridurre la dipendenza da rotte di importazione vulnerabili.
Data center e intelligenza artificiale trainano la domanda di elettricità
Il report evidenzia come l’espansione dell’intelligenza artificiale e dei data center stia diventando un fattore sempre più importante per la domanda di energia. Negli Stati Uniti, gli ordini di nuovi impianti di generazione di energia a gas hanno raggiunto il massimo da 25 anni a questa parte nel corso del 2025, in parte a causa dei crescenti requisiti elettrici delle infrastrutture legate all’IA. La forte domanda proveniente sia dagli Stati Uniti che dal Medio Oriente sta inoltre congestionando le catene di fornitura globali delle turbine, creando carenze di apparecchiature che potrebbero ritardare i progetti in altre regioni.
Aumentano le sfide di finanziamento per i progetti futuri
Sebbene i livelli di investimento rimangano solidi, l’AIE ha avvertito che l’instabilità geopolitica sta aumentando i rischi di finanziamento in tutto il settore energetico. La crescente volatilità del mercato sta ritardando le decisioni di investimento, aumentando i costi di finanziamento dei progetti, creando incertezza per i piani ad alta intensità di capitale e colpendo in modo sproporzionato le economie emergenti. L’agenzia ha avvertito che l’aumento dei costi di finanziamento potrebbe rallentare la diffusione sia dei progetti energetici convenzionali che di quelli a basse emissioni di carbonio, in particolare nei mercati in via di sviluppo dove le condizioni di accesso al credito sono già complesse.